L’ondata di attacchi hacker ai supermercati che sta colpendo l’Europa è arrivata anche in Sicilia. Alle 4 del mattino di lunedì 2 novembre sono stati manomessi i sistemi di refrigerazione di alcuni punti vendita a marchio Coop gestiti dal gruppo Radenza, «almeno tre a Catania e uno a Palermo». I parametri di temperatura sono stati alterati: i banchi si sono surriscaldati e gli alimenti si sono deteriorati.

«In alcuni punti vendita Coop, almeno tre a Catania e uno a Palermo, si sono verificati attacchi hacker», ha confermato all’ANSA il direttore generale di Radenza, Giuseppe Spadaro, che ha contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e attivato i protocolli per le indagini. «Stiamo calcolando i danni. In alcuni casi abbiamo risolto».

Coop ha fatto sapere che nei punti vendita gestiti direttamente non ci sono stati problemi. La Polizia postale sta ricostruendo origine e portata degli attacchi e verifica eventuali collegamenti con quanto accaduto all’estero.

Vertice a Palazzo Chigi, si muove il Copasir

Martedì alle 11.30 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano riunirà a Palazzo Chigi il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e i direttori delle agenzie di intelligence, per fare il punto sull’ondata di attacchi.

Anche il Copasir chiederà informazioni al governo. Il tema sarà già sul tavolo martedì a San Macuto, dove è prevista l’audizione del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise. Mercoledì toccherà al direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Andrea Quacivi.

Le raccomandazioni dell’Agenzia per la cybersicurezza

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha rafforzato il monitoraggio. Ha chiesto a catene commerciali, aziende della logistica, operatori della refrigerazione industriale e ditte di manutenzione di verificare se i sistemi di controllo siano esposti su Internet e di isolarli dalle reti aziendali. Raccomanda inoltre VPN, autenticazione a più fattori, la revisione degli account con privilegi e la sostituzione dei dispositivi non più aggiornabili. L’invito, riportato dal Fatto Quotidiano, è «di procedere con la massima urgenza alla verifica dell’eventuale esposizione su Internet».

Freezer fino a 50 gradi: cosa succede in Europa

Gli attacchi hanno colpito Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda, con modalità che ricalcano quelle di un attacco avvenuto in Francia il 12 ottobre. I freezer sarebbero stati portati fino a circa 50 gradi sopra lo zero. I problemi sono cominciati di notte e sono emersi all’apertura dei negozi.

  • Belgio: Delhaize, Carrefour, Intermarché e Spar hanno segnalato incidenti in decine di negozi, in Fiandre e Vallonia. Gli hacker avrebbero attivato da remoto lo sbrinamento. La procura federale ha aperto un’indagine. «Si tratta di cyberattacco, non c’è altra spiegazione», ha detto il portavoce di Carrefour Belgio, Mich Vergauwen: i disagi riguardano circa 15 dei 700 negozi del Paese.
  • Svezia: colpiti punti vendita delle catene Ica e Coop. «Un numero limitato di negozi è stato colpito da un incidente verificatosi durante la notte», ha detto il portavoce di Ica, Gustaf Nilsson. Dennis Vidal, responsabile di un negozio nel sud del Paese, ha raccontato: «Stiamo svuotando i congelatori, non c’è molto altro che possiamo fare» e, più tardi, «Stanno ricominciando a raffreddarsi, ma è già tutto rovinato».
  • Irlanda: coinvolti 13 negozi SuperValu, dove i prodotti refrigerati e surgelati sono stati ritirati per precauzione.
  • Estonia: in un negozio Selver un freezer è stato portato a 50 gradi, ma il problema è stato risolto in circa dieci minuti senza danni. Il fornitore Kitman Coldtech ha riferito che diversi suoi clienti nel Paese sono stati presi di mira.

In tutta Europa sono state buttate migliaia di confezioni di surgelati.

Impianti vecchi e poco protetti

Secondo una prima valutazione, i sistemi colpiti sembrano essere quelli più datati, per esempio collegati alla rete 4G invece che al 5G o non adeguatamente protetti. Il produttore danese Danfoss, dopo l’attacco in Francia, aveva spiegato che le apparecchiature andate in tilt erano per lo più obsolete e non potevano ricevere aggiornamenti di sicurezza. In Belgio l’associazione del settore della refrigerazione, Sabcobel, aveva cominciato a mettere in sicurezza gli impianti, ma circa il 10% dei macchinari non era ancora stato revisionato, e alcuni si trovavano nei negozi colpiti.

Il Centro per la sicurezza informatica belga segnala un aumento degli incidenti negli ultimi sei mesi, legato in parte all’uso mirato dell’intelligenza artificiale. Per il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen «si tratta di un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare», e «lo spreco alimentare e l’impatto sulle imprese sono reali». Hansen porterà il tema alla prossima riunione della Commissione, che ha definito la situazione «altamente preoccupante».

Finora nessuno ha rivendicato gli attacchi.