Il crollo del viadotto Madonna del Monte sulla A6 a Savona è solo uno degli ultimi episodi di una serie che mostra la fragilità delle infrastrutture italiane. Mentre le opere pubbliche in Sicilia sono ancora bloccate, si torna parlare della difficile situazione delle strade e delle autostrade messe in ginocchio dall’ondata di maltempo che sta attraversando l’Italia.

È il presidente dell’Unione delle Province d’Italia (Upi), Michele de Pascale che lancia l’allarme sul rischio e sulla pericolosità di numerosi ponti e viadotti italiani che necessiterebbero un monitoraggio urgente. Una richiesta, ha sottolineato de Pascale, rimasta inascoltata dal crollo del ponte Morandi. “Ci venne chiesto un monitoraggio urgente sugli oltre 30 mila ponti, viadotti e gallerie in gestione – ha dichiarato – . In poche settimane consegnammo al Ministero delle Infrastrutture un quadro da cui emergeva la necessità di intervenire su 5.931 strutture, su cui avevamo già pronti i primi progetti, e di procedere con indagini tecnico diagnostiche urgenti su 14.089 opere. Ma nulla è stato fatto”.

Intanto in Sicilia si attende ancora la realizzazione della Catania-Ragusa. L’assessore regionale Marco Falcone ha ribadito la volontà della giunta regionale per arrivare all’obiettivo. “Al Governo nazionale – ha dichiarato l’assessore alle Infrastrutture – abbiamo assicurato il nostro supporto finanziario, ricordando tuttavia che le risorse dei siciliani da utilizzare per l’opera saranno delle mere anticipazioni. Abbiamo dunque chiesto, anche nel corso dell’ultimo tavolo a Ragusa con il Ministero delle Infrastrutture, l’Anas e le amministrazioni locali, tutte le opportune garanzie sulla restituzione di tali ingenti stanziamenti, oltre a sottolineare doverosamente come Roma, oggi più che mai, debba andare fino in fondo mantenendo l’impegno preso davanti all’intero popolo siciliano”.

Falcone ha anche smentito le notizia ventilate in questi giorni sul rischio de finanziamento della SP22 Agira-Gagliano. “Il completamento della variante alla strada provinciale 22 non è mai stato in discussione, né il Governo Musumeci ha sottratto delle risorse essenziali per realizzare l’infrastruttura – ha assicurato Falcone -. Infatti, dopo aver sottoposto l’opera a una perizia economica di variante, si è deciso di accantonare in via prudenziale un milione di euro circa sui 6 milioni totali di valore dell’affidamento. La Sp 22 non rischia, e anzi rientrerà a pieno titolo fra le opere di recupero di quella viabilità provinciale rimasta nel dimenticatoio per anni, oggi tornata all’attenzione del Governo regionale”