E’ il giorno della Corte dei Conti. E’ in programma oggi a Palermo l’audizione dei rappresentanti del Comune davanti la sezione di controllo per discutere della situazione economico-finanziaria di Catania ed in particolare della verifica al Piano di riequilibrio.

La delegazione sarà composta dal sindaco Enzo Bianco, dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando, e dal segretario generale Antonella Liotta.

Il magistrati contabili hanno osservato “il notevole incremento del disavanzo di amministrazione che da € 140.106.096,00 al 31-12.2011 risulta aumentato, al 31.12.2014, ad € 169.706.813,80” e “un’esposizione debitoria al 31.12.2015, in notevole aumento rispetto a quella rappresentata al momento dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario”.

Nelle osservazioni del magistrato istruttore viene inoltre segnalata “una situazione finanziaria, in termini di cassa, che sembra evidenziare rilevanti aspetti di criticità in merito alla capacità dell’ente di garantire gli equilibri di cassa negli esercizi futuri”.

Sabato scorso, nel corso della conferenza stampa a Palazzo degli Elefanti, l’amministrazione comunale ha però più volte rimarcato alcune criticità (una, quella sui debiti fuori bilancio bollata addirittura come ‘omissione’) che si troverebbero nel Piano di Riequilibrio finanziario redatto dalla precedente giunta guidata da Stancanelli e votato dal Consiglio nel 2013.

In particolare, secondo l’esecutivo comunale in carica, la questione dei debiti fuori bilancio (comprensivi delle cause pendenti contro il Comune) sarebbe stata ‘sottovalutata dall’amministrazione precedente’ e peserebbe sul Piano approvato nel 2013.

Domani a queste contestazioni risponderà l’ex sindaco Raffaele Stancanelli che ha convocato a sopresa un incontro con la stampa rompendo un silenzio, sulle questioni relative al Comune di Catania, che durava praticamente dalla sua sconfitta elettorale di tre anni fa.

Bianco e Giarlando, dal canto loro, hanno rimarcato che rispetto al giugno 2013 il debito è sceso di circa 132milioni di euro e si sono accorciati anche i tempi di pagamento delle obbligazioni che passano da 469 giorni (nel 2013) a 255 dell’anno scorso.

Oggi l’amministrazione comunale, proprio con questi dati, cercherà di far valere le proprie ragioni davanti la Corte dei Conti.