L’esonero di mister Mimmo Toscano, recordman di promozioni dalla terza serie, a sei giornate dalla conclusione della regular season, era francamente impensabile fino a qualche giorno fa (migliore difesa dei tre gironi di Serie C, 64 punti in carniere, 1,94 di media punti a partita nel 2025-2026 e secondo posto in classifica). Nonostante i numeri il deludente secondo posto, è inutile nasconderlo, ha legittimamente determinato approfondite riflessioni in seno alla società rossoazzurra.
Ma possibile sia accaduto tutto in una sola notte, dopo la “sbiadita” vittoria di Altamura, o già la dirigenza meditava un repentino e coraggioso cambio in corsa? Certamente, rendersi conto di aver accumulato 12 punti di svantaggio dalla capolista Benevento, dopo una roboante campagna acquisti corretta da un importante mercato di riparazione invernale, certifica, nonostante gli sforzi profusi dalla società del presidente Pelligra, il parziale fallimento di un progetto che, alla vigilia del campionato, prevedeva la promozione diretta in Serie B, dopo 11 anni di purgatorio, senza passare dalla “lotteria” dei playoff.
Ma la scossa forte di queste ore, caduta quasi in “zona Cesarini”, è stata certamente dettata dalla necessità di scuotere dal torpore di gioco e risultati una formazione, ultimamente troppo compiaciuta, adagiata su se stessa e incapace di imporre, lontano dalle mura amiche, il proprio gioco su avversarie dal tasso tecnico assai modesto.
Troppo il divario tra un ruolino di marcia casalingo da record — 13 vittorie, 31 gol fatti e 0 subiti — e le deludenti, quando non sconcertanti, prestazioni esterne che hanno caratterizzato in negativo il cammino dei rossoazzurri, compromettendo, al momento, una promozione diretta oggettivamente alla portata.
Il tecnico calabrese, Panchina d’oro di Prima Divisione nel 2012, paga probabilmente l’intransigenza nell’applicazione di un sistema di gioco troppo conservativo che, di fatto, ha mortificato le importanti potenzialità offensive di diversi calciatori in organico, definiti a ragione dai più un vero lusso per la categoria.
Palpabile, poi, un raffreddamento della sintonia con il management societario dopo l’inopinata batosta con il Sorrento, unitamente a una frattura segnata con larga parte della tifoseria, che ha mal digerito il crollo di risultati e il calo di prestazioni delle ultime giornate (nelle ultime 10 giornate il Catania ha raccolto solo 16 punti contro i 28 della capolista Benevento).
Gli oltre 12.000 abbonati in terza serie e una media spettatori superiore a quella di tante squadre di Serie A e B giustificano pressioni e aspettative di una piazza calda e appassionata che merita di tornare a confrontarsi con le realtà più importanti del calcio italiano.
L’ingaggio del nuovo allenatore, William Viali, ex Reggiana e Cosenza tra le altre, con contratto fino a giugno 2027, testimonia pertanto la coraggiosa scelta di una compagine societaria che non vuole lasciare nulla di intentato nel tentativo di regalare alla città di Catania e alla sua impareggiabile tifoseria un sogno inseguito da molti, troppi anni. I playoff sono ormai alle porte: 28 squadre dei tre gironi per un unico posto al sole.
Scelta azzeccata, tempestiva… improvvida? Ai posteri l’ardua sentenza.






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