“Sono preoccupata”: la modalità di chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto può “mettere fine agli ammirevoli sforzi fatti negli anni passati dai servizi sociali per l’integrazione e riabilitazione” dei rifugiati.

E’ quanto scrive la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatovic in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte il 31 gennaio e resa nota oggi, nella quale chiede chiarimenti sulle soluzioni alternative d’accoglienza per chi ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

L’attenzione di Strasburgo si focalizza su Castelnuovo di Porto ma nel frattempo è iniziata la dismissione anche di Mineo con modalità quantomeno analoghe anche se decisa dopo una operazione che dimostrò come il cara fosse usato come base operativa della mafia nigeriana. E proprio da Mineo arriva una presa di posizione del Comune che per questi anni di accoglienza chiede adesso un indennizzo.

Sono saliti su uno dei due bus arrivati questa mattina nel Cara di Mineo i primi 25 migranti per essere trasferiti nel Centro di assistenza straordinaria di Trapani. Altri 25 saliranno sul secondo pullman per essere poi portati 15 in un Csa di Siracusa e 10 in un Csa di Ragusa. Le operazioni si svolgono senza problemi.

Fuori dal Cara nessuna protesta, sono presenti decine di giornalisti e operatori oltre al sindaco di Mineo Giuseppe Mistretta. La struttura sarà svuotata entro il 2019.

“Dal ministro Salvini vorrei un riconoscimento per il nostro territorio che è stato così pesantemente violentato dallo Stato indipendentemente dai governi che si sono susseguiti e che oggi ha necessità di avere i giusti riconoscimenti per i sacrifici fatti. Siamo italiani come gli altri, più degli altri perché abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio” dice il sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, davanti la sede del Cara dove oggi partiranno i primi 50 migranti per essere trasferiti in tre Centri di assistenza straordinaria, atto iniziale dell’annunciata chiusura della struttura entro l’anno.

“L’allora ministro Roberto Maroni – aggiunge – aveva preso degli impegni con il nostro territorio: nel Patto per la sicurezza c’era scritto che bisognava compensare l’economia tradizionale che avrebbe potuto ed è stata danneggiata dall’istituzione del Cara. Vorrei sapere – conclude – dal ministro Salvini se manterrà questi impegni, sia sul piano economico e della sicurezza del nostro territorio”.

“Io sono sempre stato contrario al Cara, sono d’accordo per la sua chiusura, ma lo Stato non può lasciare qui le macerie che ha creato” continua il sindaco.

“Noi siamo martiri – aggiunge – e mi meraviglio che adesso si intesti la battaglia per la chiusura del Cara chi è stato il carnefice del territorio. Chiedo al ministro Salvini di incontrarmi per tutelare il territorio sia economicamente sia sul fronte della sicurezza. Non vogliamo soldi, ma è dal 2014 che chiediamo l’istituzione della Zona Franca per la fiscalità di vantaggio per il territorio”.

I sei migranti assenti al momento del trasferimento dal Cara di Mineo ai Csa di Siracusa e Ragusa avevano fatto colazione stamattina nella struttura, poi si sono allontanati volontariamente. Lo rivela il direttore del Cara, Francesco Magnano, spiegando che i sei “hanno perduto il diritto all’accoglienza in strutture governative, ma possono rimanere in Italia fino a che hanno un regolare permesso di soggiorno”. Complessivamente i trasferimenti dal Cara di Mineo oggi sono stati 44. Altri sei saranno trasferiti domani per completare il numero previsto di 50. Da ottobre sono oltre 600 gli ospiti che hanno lasciato volontariamente la struttura. “I sei – sottolinea Magnano – sono persone libere, hanno un permesso di soggiorno e possono andarsene quando vogliono. È chiaro che in questa fase il prefetto stabilisce il trasferimento di un immigrato e se l’immigrato non ottempera a quell’ordine, perde le misure di accoglienza su tutto il territorio nazionale che vengono loro revocate”.