Crollo al Palazzo di giustizia di Catania. Stanotte è caduto un pezzo del soffitto di uno degli uffici della segreteria del giudice per le indagini preliminari, al terzo piano dell’edificio di piazza Verga.

Scoperto all’apertura degli uffici

La scoperta è stata fatta questa mattina all’apertura degli uffici. Il crollo, secondo una prima ricostruzione da parte dei vigili del fuoco che sono intervenuti, è avvenuto dopo la chiusura, quando nessuno era all’interno. Pertanto, non ci sono feriti.

Ceduto parte di un solaio

A cedere è stato parzialmente un intradosso del solaio di uno degli uffici del terzo piano. La chiamata ai vigili del fuoco è arrivata stamattina alle 7,50, in sala operativa, e le squadre sono subito uscite per verificare se vi siano pericoli anche per altre sezioni del terzo piano.

Un tecnico dei vigili del fuoco è presente per comprendere la reale portata di quanto accaduto, mentre le squadre operano i controlli sulla sicurezza della struttura.

Infiltrazioni d’acqua

L’ipotesi più probabile è che il cedimento sia dovuto a infiltrazioni d’acqua o comunque ad agenti atmosferici. Ma i vigili si pronunceranno con elementi di maggiore certezza solo al termine delle verifiche stesse.

I vigili del fuoco sono al lavoro per accertare le  condizioni di tutto il piano e invieranno una relazione tecnica ai vertici del tribunale il giornata.

“C’erano state delle piccole infiltrazioni dovute a perdite dell’impianto di condizionamento, ma tutto era stato aggiustato, la situazione era nella norma”, spiega l’ex presidente dei gip Nunzio Salpietro.

La Giunta dell’Anm

In riferimento al crollo del tetto della Cancelleria dell’Ufficio Gip del Tribunale di Catania avvenuto nella scorsa notte, esprime, ancora una volta, la massima preoccupazione e vivo allarme per le condizioni in cui versano gli uffici giudiziari catanesi e invoca che, con urgenza, siano compiute opere di manutenzione ordinaria e straordinaria per evitare tragedie che fortunatamente questa volta sono state solo sfiorate.

Non è ammissibile, infatti, che in un edificio pubblico, e a maggior ragione in un Palazzo di Giustizia, dove devono trovare tutela i diritti di ciascuno, i lavoratori che ivi operano debbano temere per la propria incolumità. Non è altresì ammissibile che, a seguito di tali eventi, alcuni magistrati dell’ufficio non dispongano attualmente di un ufficio dove poter celebrare le udienze e non siano pertanto messi in condizione di adempiere ai propri doveri.

La Giunta riserva di adottare ogni iniziativa opportuna per evidenziare le condizioni in cui versano gli edifici giudiziari catanesi e vigilerà affinché siano compiuti tutti i passi necessari per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti i lavoratori che ivi operano.

La difficile situazione delle infrastrutture della Giustizia

La situazione delle infrastrutture della giustizia è complessa in tutta la Sicilia. Appena tre anni fa il rischio crollo aveva investito il tribunale di Palermo. Ad agosto del 2019 era stato interdetto l’ingresso per motivi di sicurezza ad alcuni piani dell’ex palazzo Eas dove si trova gli uffici del Tribunale del lavoro e varie altre sezioni.

I divieti erano scattati nel terzo, quarto e quinto piano dove si trovano gli uffici della Corte d’Appello, del Cisia e dell’ufficio Nep del Tribunale di Palermo.

Il provvedimento era scattato a firma del presidente della Corte Giacomo Montalbano e del presidente del Tribunale Salvatore Di Vitale per diverse stanze dei tre piani dell’edificio dopo la nota del provveditorato opere pubbliche che prevede il rischio di caduta dei solai e un piano di lavori urgenti per la messa in sicurezza.

 

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