Arriva a Catania, per il terzo anno consecutivo, “WonderTime”, la rassegna internazionale di arte diffusa ideata dall’artista e imprenditrice catanese Rossella Pezzino de Geronimo, con Daniela Arionte e Pierluigi Di Rosa. Un mese intero di mostre d’arte e spettacoli tra musica, teatro, danza con i quali si andrà alla ricerca di” Eros che non si trova su Wikipedia”. Questo sarà il tema affidato alle decine di artisti e performer che si confronteranno dal 29 giugno al 29 luglio. I riflettori saranno accesi sulla rassegna internazionale da 29 giugno al 29 luglio.

“WonderTime per questa nuova edizione si pone come obiettivo principale – spiega Rossella Pezzino de Geronimo – di avvolgere in un grande abbraccio, tutti coloro che amano Catania, la città del fuoco.  Per tutto il mese di luglio, quest’anno, scopriremo insieme, con installazioni e performance, la bellezza nascosta della Civita, prendendo per mano chi la abita, utilizzando lo strumento della bellezza per assegnare ai residenti il compito amorevole di custodirla, tutelarla, amarla per farne il punto di riferimento di quanti accorreranno da tutto il mondo per godere della sua unicità. L’eros di WonderTime fiorirà tra le strade della civita come tra i labirinti delle nostre anime – conclude – soffocate dai troppi lacci opprimenti, ma entrambe pronte a risorgere grazie alla forza avvolgente ed aggregativa dell’arte e della bellezza”.

L’inusuale percorso artistico, con particolare attenzione per il mondo del teatro, della formazione e della solidarietà è stato studiato dal comitato promotore e si snoderà all’interno del cuore pulsante della città, squarciato in passato dalle bombe, e che oggi sarà attraversato, tra le altre arti, dalla musica, grazie ai professori d’orchestra del Massimo Bellini di Catania, in un vero e proprio “viaggio” che passerà anche dal binario 1, irradiandosi intorno alla stazione, centro e crocevia di popoli e religioni, scenario di un dialogo ininterrotto tra chi arriva, chi vi è nato e chi ritorna. Ma non solo, musica anche al porto, rifugio temporaneo di migranti salvati dal mare, simbolo estremo e attuale di quell’abbraccio che supera e rifiuta ogni conflittualità. E poi ancora esposizioni di opere proprio all’interno delle case dei civitoti, custodi della tradizione, che si aprono all’arte e alla novità, e la fontana di Proserpina che diventerà scenografia naturale di una piecè teatrale.