Nuovo evento parossistico sull’Etna, dopo più di un mese di relativa calma, con una fontana di lava, accompagnata da violenti boati ed emissione di cenere vulcanica. Si tratta del 52esimo parossismo da quando è iniziata la serie di questi episodi, il 16 febbraio scorso.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania (INGV) ha reso noto che la fontana di lava al cratere di Sud-Est è cessata intorno alle 12.20, mentre continua una modesta emissione di cenere: il flusso lavico, che si espande in direzione Est, continua ad essere alimentato.

La colonna eruttiva si è alzata fino a circa 10 chilometri ed è stata orientata dal vento verso est-nordest.  Segnalazioni di ricaduta di materiale piroclastico sono arrivate da diversi paesi etnei, come Piedimonte e Linguaglossa, ma anche a Mascali. ‘Pioggia’ di cenere è stata segnalata anche nel territorio turistico di Taormina. Ceneri e lapilli anche su un tratto dell’autostrada Catania-Messina.

I vulcanologi, durante un’osservazione diretta del versante sud orientale del cratere di Sud-Est, hanno osservato una breccia dalla quale hanno avuto origine i flussi di materiale piroclastico descritti nei comunicati precedenti e dalla quale continuano ad osservarsi crolli e piccoli flussi che si dirigono in Valle del Bove raggiungendo quota 2.900 metri circa.

Dopo aver raggiunto l’ampiezza massima alle 12 il tremore vulcanico ha iniziato una rapida discesa e alle 12.20 è su valori medi in ulteriore diminuzione. L’ultima localizzazione del tremore, alle ore 11.15, risulta in prossimità del cratere di Sud-Est ad una profondità di circa 3 chilometri sul livello del mare. L’analisi dei dati clinometrici per l’evento parossistico ha mostrato variazioni in diverse stazioni, con valori massimi cumulati (pari a circa 3 microradianti) registrati alla stazione di Cratere del Piano (Ecp).