Si snoderà tra Calabria e Sicilia il Festival Internazionale di Cinema senza Frontiere che nel 2019 parte con tante novità. Quest’anno più che mai il tema dell’immigrazione è al centro di dibattiti nazionali e internazionali. Se da una parte la politica italiana porta avanti una serrata lotta, dall’altra non manca il desiderio di integrazione e di corretta informazione. Per questo CineMigrare continua la sua iniziativa di sensibilizzazione attraverso l’arte creativa del cinema.

Il Festival è pronto a tornare nella sua città natale, il 15 e il 16 maggio a Catania si svolgerà una due giorni di cinema, musica e libri con un pubblico d’eccezione composto da studenti. Ad arricchire l’iniziativa c’è la partnership con lo staff del “Pronto Soccorso Letterario – Book Emergency Room”, un progetto ricreativo per dare visibilità al valore della letteratura come “farmaco”, rimedio e “cura” alternativa per superare momenti emotivamente complessi.

“Riuscire a coinvolgere non solo gli appassionati, ma anche gli studenti in questo progetto ambizioso è davvero una grande soddisfazione – affermano i due organizzatori del Festival Cirino Cristaldi e Giampiero Gobbi -. Il nostro scopo è proprio quello di sottolineare l’importanza di questo momento storico, contribuendo a sgombrare il campo da tutte le minacce di incitamento all’odio e al razzismo, partendo soprattutto dall’educazione e dall’istruzione. Quale migliore arte se non quella del cinema e della scrittura creativa? Siamo già pronti per le tappe del nuovo anno – concludono –toccheremo diverse città e amplieremo la rassegna con tante novità.”

Il 25 gennaio la rassegna ha toccato le coste della Calabria. Un’accurata proiezione è stata creata ad hoc per Filmuzik, una manifestazione che coniuga le due arti della musica e del cinema in un turbinio di immagini e suoni nata dall’idea del patron Alberto Gatto. Il 19 aprile la rassegna torna a Gioiosa Ionica per continuare la rassegna dei vincitori per Filmuzik con tre emozionanti cortometraggi selezionati da CineMigrare. In programma c’è Lurna, di Nani Matos, Paradiso, di Niccolò Gentili e Ignacio Paurici e Advenae, di Antonella Barbera e Fabio Leone.