Sembrava una giornata come tante altre. Il piccolo Leonardo aveva solo due anni. Lo aspettavano all’asilo i compagnetti. Qui non è mai arrivato. E’ morto dopo essere stato per oltre cinque ore nell’auto del padre che si era dimenticato di accompagnarlo all’asilo.

La tragedia è avvenuta questa mattina, a Catania, nel parcheggio del dipartimento di Ingegneria.

Il padre, L. C., 43 anni, è un assegnista di ricerca a tempo determinato a Ingegneria civile e architettura, specialista in Ingegneria idraulica. La madre dottoressa di Radiologia dello stesso Policlinico dove è stato portato il bimbo.

Per oltre cinque ore Leonardo è stato lasciato chiuso in auto sotto al sole cocente dal padre che doveva portarlo all’asilo ed invece, per un inspiegabile ‘black out’ nella sua mente, lo ha dimenticato nel parcheggio del posto di lavoro.

Il padre del piccolo morto oggi è ora indagato, come atto dovuto, dalla Procura di Catania, per omicidio colposo. Un investigatore parla di lui come di un “uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto”.

La tragedia di stamane si sarebbe potuta evitare ma la norma che impone in Italia l’uso di seggiolini salva – bebè non è ancora operativa perché manca il regolamento attuativo. Sull’onda di episodi simili a quella di oggi a Catania il Parlamento ha votato un anno fa l’obbligo di usare un sistema di allarme per i piccoli che rischiano di essere dimenticati in auto al caldo. Ma l’iter, che prevede anche il parere del Consiglio di Stato, non si è ancora concluso.

Il papà arrivato alle nove al lavoro si è ricordato del figlioletto lasciato in auto solo quando la moglie lo ha chiamato allarmata, dopo essere andata al nido per prelevare il bimbo.

L’uomo si è precipitato nel parcheggio trovando il piccolo esanime, lo ha portato subito nel Pronto soccorso del Policlinico, ma i medici ne hanno potuto solamente constatare la morte. Il decesso sarebbe stato causato dal caldo soffocante all’interno dell’auto, parcheggiata sotto il sole cocente.

Dal pronto soccorso del presidio sanitario etneo fanno sapere che il piccolo paziente è arrivato alle 14.10, in arresto cardiocircolatorio.

Per sei minuti gli operatori medici hanno provato a rianimarlo, tentando le manovre respiratorie, ma senza successo. Alle 14.16 il bimbo è stato dichiarato morto. In via Santa Sofia sono arrivati anche gli uomini della polizia di Stato, che stanno indagando sul fatto.

Questa mattina la temperatura a Catania ha infatti raggiunto i 35 gradi, mentre nel pomeriggio, per una beffa del destino, c’è stato un nubifragio.

Quella accaduta stamane è la seconda tragedia avvenuta in città con modalità simili. Una fatale distrazione il 3 luglio del 1998 ebbe come protagonista un tecnico della Sgs Thompson che provocò la morte del figlio di appena 20 mesi lasciato in auto per sette ore sotto il sole, con una temperatura di 40 gradi.

L’uomo, anche lui un ingegnere, era uscito con la sua Fiat Punto per accompagnare all’asilo il figlio, rannicchiato nel suo seggiolino e dimenticato in auto nel parcheggio della multinazionale.

Il padre del bimbo nel 2000 fu condannato a un anno di reclusione, pena sospesa, per omicidio colposo. Un’altra tragedia analoga, sempre a Catania, era stata evitata nel giugno scorso per un soffio grazie all’intervento provvidenziale della Polizia di Stato.

Un bambino di 4 anni fu lasciato chiuso in auto sotto il sole, davanti all’aeroporto di Catania. I genitori, due turisti svizzeri, 28 anni lei e 32 lui, furono denunciati in quella occasione per abbandono di minore in concorso. A salvare il bambino fu un sovrintendente della Polizia di Stato che con il calcio della pistola di ordinanza mandò in frantumi un finestrino e soccorse il piccolo tra gli applausi della gente.