• A Caltagirone (CT) scatta l’operazione Requiem dei Carabinieri
  • Uno degli indagati rubava i farmaci dell’ospedale per rivenderli al mercato nero
  • Nove persone furono destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri

Nel corso dell’esecuzione della misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Caltagirone nell’ambito dell’indagine denominata “Requiem”, dello scorso maggio, uno dei destinatari dei provvedimenti cautelari è stato trovato in possesso di una gran quantità di farmaci sui quali non ha saputo fornire sufficienti giustificazioni circa la loro detenzione.

I farmaci sequestrati durante l’operazione

Nella circostanza, considerato altresì che i farmaci sono apparsi a colpo d’occhio in massima parte destinati all’utilizzo in ambito ospedaliero, si è proceduto al loro sequestro al fine di avviare le indagini per risalire alla filiera dell’acquisto e alla verifica circa la loro destinazione. I carabinieri, delegati dalla Procura calatina, coadiuvati dai colleghi del NAS di Catania, hanno provveduto a catalogare i farmaci, per lotto, scadenza, tipologia, fustella e targatura.

I farmaci rubati all’Asp di Catania

L’indagine ha dimostrato che su un totale di 92 farmaci sottoposti a sequestro, ben 71 sono risultati essere stati acquistati dall’ASP di Catania; in particolare, gli ulteriori approfondimenti hanno consentito di scoprire che proprio l’ultimo quantitativo, non solo era stato acquistato dall’ASP di Catania, ma era destinato specificamente al nosocomio di Caltagirone e in minima parte ad altri presidi ospedalieri facenti riferimento sempre all’ASP del capoluogo etneo. Tra i tanti farmaci sequestrati, gli investigatori hanno notato come fosse prevalente la presenza di farmaci aventi come principio attivo il “Diazepam”, un antidepressivo, il cui utilizzo/vendita è possibile solo dietro rigorosa prescrizione medico-specialistica.

L’operazione del 25 maggio

‘Sabotavano’ i concorrenti presidiando anche di notte le camere mortuarie dell’ospedale di Caltagirone per assicurarsi i servizi di onoranze funebri dei pazienti deceduti. E’ l’accusa contestata a nove persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Catania. Sono indagati, a vario titolo, di associazione per delinquere, illecita concorrenza con minaccia o violenza, violazioni di sepolcro, furti aggravati, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, minaccia, interruzione di un ufficio o servizio pubblico, nonché di minaccia a pubblico ufficiale ed istigazione alla corruzione. Secondo la Procura di Caltagirone, che ha coordinato le indagini dei carabinieri dell’inchiesta ‘Requiem’, gli indagati “si sono resi protagonisti di innumerevoli ingressi abusivi all’interno delle sale mortuarie”.