Palermo 8 luglio 2026 – La Fp Cgil Palermo, insieme alla Fp Cgil medici e dirigenti Ssn territoriale, esprime profonda vicinanza e piena solidarietà a Francesco Paolo Sutera, dirigente medico del Pta Guadagna, brutalmente aggredito questa mattina mentre svolgeva il proprio lavoro presso il centro di via Arcoleo.
Quanto accaduto è per la Fp Cgil Palermo l’ennesimo segnale che il sistema sanitario è divenuto sempre più fragile, mentre la frustrazione dei cittadini si scarica direttamente sulle lavoratrici e sui lavoratori, trasformandoli in bersagli.
“Suscita profondo rammarico constatare — dichiarano la coordinatrice territoriale Fp Cgli medici e sanitari, Monica Lunetta, e la responsabile aziendale, Laura Carrillo — che i luoghi della cura, dell’assistenza e dell’accesso ai diritti diventino luoghi di paura per chi vi presta servizio”.
“Questa vicenda impone una riflessione più ampia e non più rinviabile — aggiungono il segretario generale Fp Cgil Palermo, Andrea Gattuso, e le due dottoresse Lunetta e Carrillo – La sanità pubblica palermitana e siciliana è sotto pressione da anni per organici insufficienti, servizi in affanno, strutture spesso inadeguate, personale stremato e cittadini esasperati. È preoccupante che simili episodi non si limitino nemmeno più alle aree di emergenza-urgenza, come è stato spesso in questi anni, ma si siano spostati nei servizi territoriali, dove la relazione fiduciaria tra operatore e paziente dovrebbe garantire maggiori tutele”.
“Come Fp Cgli Palermo — cintinua il segretario generale Andrea Gattuso — denunciamo inoltre con forza che il tema della sicurezza non riguarda soltanto i luoghi sanitari. Palermo è diventata una città pericolosa, attraversata da episodi sempre più frequenti di aggressività, violenza e degrado sociale. Una città nella quale operatori pubblici, cittadini, lavoratrici e lavoratori percepiscono una crescente insicurezza”.
“Chiediamo alle amministrazioni- conclude Gattu si – interventi concreti, coordinati e permanenti e l’apertura immediata di un tavolo specifico sulla sicurezza degli operatori sanitari e dei servizi pubblici, perché questi episodi non debbano mai più essere raccontati”.
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