RAGUSA IBLA – La danza è un linguaggio universale che attraversa le differenze, raggiunge l’intimità, suscita domande e può trasformare un gesto in un messaggio, un movimento in una presa di posizione, un’espressione artistica in un’occasione per guardare la realtà da una prospettiva diversa. È da questa consapevolezza che prende forma la XII edizione di DanzArt Festival, dal titolo “Donna, corpo, voce, memoria”. La rassegna, promossa dall’associazione Maria Taglioni con la direzione artistica di Cetty Schembari, la mediazione culturale di Isabella Papiro e il patrocinio del Comune di Ragusa, si svolgerà il 7, 8, 11 e 12 novembre 2026 a Ragusa Ibla, negli spazi dell’Auditorium San Vincenzo Ferreri. Quattro giornate a ingresso libero, con spettacoli, performance, musica e un laboratorio, per attraversare differenti linguaggi della scena, dal flamenco alla danza contemporanea, fino alla musica popolare siciliana. Al centro della rassegna c’è la donna, vista non come immagine da osservare, ma come persona che racconta la propria storia. Il corpo è il luogo dell’identità, della libertà e della resistenza; la voce, lo strumento con cui affermarsi e custodire la memoria, creando anche riflessione su questioni che attraversano la società contemporanea: la libertà, gli stereotipi, la violenza, la memoria e il ruolo delle donne.

«Il corpo sa dire ciò che le parole spesso non riescono ad esprimere – dichiara Cetty Schembari, direttrice artistica del festival – Per questo abbiamo scelto la danza, la musica e la voce per parlare di donne: di libertà e dignità, di fragilità e autonomia, di violenza e memoria. Desideriamo che il pubblico si fermi, senta e poi si confronti».

Il programma si apre sabato 7 novembre alle ore 20.00 con “Alma de Mujer”, della compagnia Coral Arte Flamenco. Uno spettacolo al femminile che intreccia danza, musica dal vivo e poesia per raccontare, attraverso il baile flamenco, le molteplici sfumature dell’animo femminile. Ritmo, silenzi, palmas, piedi e tacchi diventano gli strumenti attraverso cui il corpo dà voce a dolore, allegria, dignità e libertà. In scena Deborah Idelia Brancato, solista, e Carmen Pancamo, baile, accompagnate da Marcello Savona alla chitarra e alla voce e Valentina Bottino alle percussioni. Una proposta in cui la forza espressiva della tradizione flamenca incontra la sensibilità di un racconto dedicato all’universo femminile. Domenica 8 novembre, a partire dalle ore 18.00, sarà la danza contemporanea a guidare il pubblico in un percorso di ricerca e sperimentazione sul corpo e sulle sue possibilità espressive. Si comincia con “Improvvisazione #1”, coreografia e interpretazione di Luca Occhipinti. Una performance di composizione istantanea, creata in esclusiva per l’Auditorium San Vincenzo Ferreri, che fa del dialogo tra corpo e spazio il proprio elemento centrale. Le proporzioni architettoniche, i vuoti e l’acustica dell’edificio diventano parte integrante della ricerca: è lo spazio stesso a suggerire direzioni, gesti e sonorità, mentre l’interprete costruisce la propria presenza nel momento, lasciandosi guidare dalle possibilità offerte dall’ambiente. Alle ore 18.30 sarà la volta di “Sulla Donna”, terzo capitolo del progetto della compagnia Muxarte, con coreografia di Giuseppe Muscarello e interpretazione di Gaia Macaluso e Grazia Montelione. Ispirato alla fisicità tormentata ed espressiva di Egon Schiele, il lavoro indaga l’autonomia del corpo femminile e il modo in cui questo viene percepito e rappresentato. Progressivamente si ribalta la prospettiva: la donna si sottrae alla condizione di oggetto dello sguardo altrui e si afferma come soggetto autonomo dell’azione, protagonista della propria esperienza e della propria identità. Alle ore 19.00 chiuderà la serata “Belle, Buone e Brave”, con coreografia e interpretazione di Dora Schembri e musica dal vivo di Agnese Polizzotti al clarinetto. La performance si concentra sulla dimensione intima della donna nella società contemporanea, sulle costruzioni dell’identità e sulle aspettative che condizionano comportamenti e scelte. Il titolo richiama ironicamente un modello femminile fatto di comportamenti considerati desiderabili, mettendo in luce le pressioni legate a un ideale di perfezione continuamente richiesto. Mercoledì 11 novembre alle ore 18.00 la pedagogista e musicoterapeuta Gabriella Campo condurrà “Donne, i sentieri dell’anima”, un laboratorio di danza in cerchio aperto a chiunque voglia accostarsi alla danza, alla creatività e all’inclusione. Alle ore 20.00 si tornerà alle radici culturali dell’Isola con “Sutta lu cielu di Sicilia, Rosa”, omaggio a Rosa Balistreri e alle donne del Sud, con la compagnia In Scena, Faciti Rota e Danzaria. Sul palco Saro Tribastone alla chitarra battente, Andrea Chessari alle percussioni e al tamburo a cornice, Turi Dipasquale alla voce e il gruppo Danzaria, con coreografia di Terry D’Antoni.

Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni attraverso la matinée “Donna: il coraggio delle emozioni” del 12 novembre alle 9,30, realizzata in collaborazione con gli Assessorati alla Pubblica Istruzione e alle Politiche per l’Inclusione, Servizi Sociali e Pari Opportunità, per coinvolgere ragazze e ragazzi in un percorso di educazione al bello e di avvicinamento alla cultura coreografica.

Protagonista sarà la compagnia Gruppo Danza Oggi, coreografia di Daniela Maccari per Lindsay Kemp, Maria Olga Palliani, Paolo “Frigo” Montesi e Carlo Alberto Brencio “CB”, con i danzatori del D&A Collective e concept performativo di Patrizia Salvatori. Lo spettacolo affronta attraverso il linguaggio del corpo e delle emozioni temi delicati come il disagio, la violenza sulle donne e l’importanza di riconoscere e condividere i propri stati d’animo. Info e programma degli appuntamenti sui canali social.



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