La medicina che cura “tutti allo stesso modo” lascia spazio a una sanità capace di leggere la storia biologica, genetica, clinica e ambientale di ogni paziente. È dentro questa trasformazione che è stato firmato a Palermo, il 5 giugno scorso, dal presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Salvatore Amato, e dal presidente della Fondazione Heal Italia, Massimo Midiri, un protocollo d’intesa che unisce formazione sanitaria, ricerca e innovazione per portare la medicina di precisione sempre più vicino alla pratica clinica.
L’accordo mette insieme due mondi complementari. Da un lato la rete scientifica di Heal Italia, fondazione nata con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per sviluppare medicina di precisione, scienze omiche e salute digitale, oggi punto di raccordo di un ecosistema nazionale. Dall’altro l’Ordine dei medici di Palermo, provider nazionale standard Agenas, con una lunga esperienza nella formazione sanitaria accreditata Ecm, nella gestione dei percorsi didattici e nell’aggiornamento dei professionisti.
Il punto centrale dell’accordo è provare ad accorciare la distanza tra la ricerca avanzata e il lavoro quotidiano di medici, odontoiatri, operatori sanitari e personale amministrativo. La medicina di precisione, infatti, non è soltanto un orizzonte scientifico. È un cambio di metodo che riguarda la prevenzione, la diagnosi, la scelta delle terapie, l’organizzazione degli ospedali, la gestione dei dati e la capacità del sistema sanitario di usare in modo corretto le nuove tecnologie.
La Fondazione Heal Italia oggi coordina una rete multidisciplinare di oltre 70 partner, tra università, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), imprese e strutture sanitarie. L’obiettivo è condividere conoscenze, strumenti e soluzioni innovative per sostenere la sanità italiana nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura delle patologie croniche.
In questo scenario “Palermo può diventare uno dei luoghi in cui la formazione può trasformarsi in una leva concreta di trasferimento tecnologico e culturale – ha spiegato il presidente Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo – . Non si tratta solo di introdurre tecnologie nuove. Il protocollo prova a incidere nella costruzione di una cultura professionale capace di accompagnare il cambiamento senza subirlo.La vera posta in gioco è formare una classe sanitaria in grado di usare quelle tecnologie con responsabilità, dentro percorsi clinici appropriati e sostenibili. Perché la medicina personalizzata può funzionare solo se ricerca, formazione e organizzazione camminano insieme. La medicina di precisione impone anche un nuovo vocabolario alla sanità. Parole come genomica, intelligenza artificiale, microbiota, dati clinici, terapie innovative e salute digitale devono diventare competenze reali e non restare formule da convegno. L’alleanza tra Heal Italia e Omceo prova a dare forma a questo passaggio e portare la medicina di precisione fuori dai laboratori e dentro la formazione di chi ogni giorno si prende cura dei pazienti”.
I temi dell’accordo Il protocollo prevede attività comuni su medicina di precisione, medicina di genere, innovazione, Pnes — Crisi psicogene non epilettiche — e dieta mediterranea. Sono previsti corsi, seminari, workshop, convegni, conferenze e altre iniziative anche online, con attenzione non solo agli aspetti scientifici, ma anche a quelli giuridici, economici e organizzativi.
Il programma guarda a un’area salute molto ampia: oncologia, malattie rare, patologie cardiovascolari, malattie metaboliche, neuroscienze, microbiota e infezioni ospedaliere. Campi diversi, ma attraversati dallo stesso bisogno: formare professionisti capaci di interpretare dati complessi, lavorare in rete e applicare modelli di cura sempre più mirati.
Per l’Ordine dei medici di Palermo, la sfida passa dalla formazione. L’ente metterà a disposizione competenze organizzative, scientifiche e gestionali, dalla progettazione degli eventi alla segreteria, dalle iscrizioni al monitoraggio della partecipazione, fino alla rendicontazione delle attività. Un ruolo importante sarà affidato anche alla piattaforma Oltrefad, utilizzata per la gestione e l’erogazione di percorsi residenziali, blended e a distanza attraverso la collaborazione del Centro formazione sanitaria Sicilia, il consorzio in house.
Le parti del protocollo potranno individuare progetti condivisi, promuovere collaborazioni con enti pubblici e privati, sostenere borse di studio, sovvenzioni e contratti di ricerca, oltre a partecipare a iniziative finanziate da fondi europei, regionali o nazionali. È un impianto aperto, pensato per crescere nel tempo che racconta una direzione ormai inevitabile: la sanità del futuro non potrà più essere costruita solo attorno alle strutture, ma anche attorno alla capacità di aggiornare saperi, competenze e modelli organizzativi.
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