Nell’apprendere della condanna inflitta alla parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù di Palermo, a seguito delle segnalazioni per il rumore molesto prodotto dai ragazzi durante le attività di oratorio, il Movimento Cristiano Lavoratori di Sicilia esprime piena solidarietà all’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, e a tutta la Chiesa palermitana.
Pur nel massimo rispetto delle decisioni dell’autorità giudiziaria, assunte in applicazione delle leggi vigenti, emerge la necessità di una riflessione più ampia e di un intervento correttivo sul piano legislativo, affinché episodi di questo tipo non si traducano in un freno alle attività educative e sociali svolte nei territori, spesso con tanto spirito di abnegazione.
In questa direzione, MCL Sicilia accoglie e sostiene l’iniziativa di solidarietà promossa dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, aderendo alla raccolta fondi, con una donazione di 1.000 euro, a supporto della parrocchia, per far fronte all’indennizzo stabilito dal tribunale.
«Questo gesto – dichiara Giorgio D’Antoni, Presidente MCL Sicilia – non vuole essere solo un atto di vicinanza concreta, ma segnalare anche un disagio politico e sociale. Gli oratori parrocchiali rappresentano presìdi educativi insostituibili, oggi più che mai, soprattutto nelle periferie urbane. Non possono essere trattati alla stregua di attività meramente ricreative o commerciali».
Accanto alla solidarietà immediata, MCL Sicilia rivolge, pertanto, un appello ai decisori politici regionali e nazionali, affinché venga avviato un intervento legislativo che tuteli la funzione sociale ed educativa degli oratori parrocchiali, schermandoli il più possibile dalle azioni di rivalsa. Ciò non significa voler derogare al diritto alla quiete dei cittadini, anche di quelli che dimorano in abitazioni prossime agli oratori. Si pensi, piuttosto, a una soluzione legislativa che sostenga l’attività degli oratori parrocchiali, affinché questa sentenza non diventi un pericoloso precedente.
Sul tema interviene anche Paolo Ragusa, Responsabile Welfare e Terzo Settore di MCL Sicilia:
«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza educativa che coinvolge l’intero Paese. Le istituzioni pubbliche da sole non possono reggere questo carico: il privato sociale, e in particolare gli oratori, svolgono una funzione di supplenza fondamentale. Penalizzarli significa indebolire il sistema di welfare di prossimità».
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Con i bambini insieme a Openpolis, la condizione dei giovani nelle periferie urbane italiane evidenzia disparità significative nei fattori di opportunità educative, sociali ed economiche rispetto ai centri città. Nel 2024, la povertà assoluta riguarda il 13,8% dei minori, una quota più elevata rispetto alla media della popolazione generale, e circa il 12,3% delle famiglie con figli vive in condizioni di povertà assoluta, con valori che arrivano al 16,1% nei centri delle aree metropolitane. Anche la dispersione scolastica resta un problema: pur essendo scesa sotto il 10% a livello nazionale, nelle aree urbane densamente popolate si avvicina all’11%, con forti impatti sulle opportunità future dei giovani.
«In questa fase storica – conclude Ragusa – la priorità deve essere il potenziamento degli interventi educativi, della formazione e della socialità. Non possiamo permetterci che sentenze come questa diventino un precedente capace di scoraggiare o, peggio, portare alla chiusura degli oratori parrocchiali, che da decenni rappresentano un investimento sociale ad alto impatto per le comunità».
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