Palermo 26 giugno 2026 – Sono lavoratrici che vengono da Cuba, Argentina, Iran e Costa d’Avorio e ora vivono a Palermo: hanno appena ottenuto la certificazione B1 d’italiano ai corsi gratuiti di italiano per stranieri del progetto “Scuola è Cittadinanza”, promosso dalla Cgil Palermo e dalla Flc provinciale. Hanno affrontato i test dell’Università Roma Tre e superato l’esame specifico, organizzato a Palermo dai promotori del progetto in collaborazione con la Fondazione Metes, collegata con l’università.
Un traguardo significativo per i docenti volontari che conducono i corsi di italiano della Cgil: sono i primi attestati conquistati del quadro comune europeo di riferimento (Qcer). Martedì 30 giugno, alle 17,30, alla Camera del Lavoro di Palermo, in via Meli, 5, ci sarà la consegna delle certificazioni riconosciute dal Mur alle lavoratrici e con gli studenti stranieri si festeggerà la conclusione dei corsi 2025/2026.
Un progetto, partito nel periodo post Covid, che ha visto quest’anno più di 30 partecipanti a 5 corsi di vari livelli e che sta riscontrando successo sia tra lavoratori migranti, ai quali la conoscenza della lingua italiana serve per ottenere la cittadinanza, che da parte di chi dall’estero arriva a Palermo per un periodo di lavoro e poi decide di rimanerci. Tengono i corsi 6 insegnanti in pensione e non, che prestano la loro opera volontaria.
“Il target è vario, ci sono studenti stranieri, ragazzi che arrivano per fare i volontari a Palermo, lavoratori che già vivono e lavorano qui, altri che meditano di farlo – spiega Luigi Tinè, per 40 anni docente di italiano, storia e geografia alle scuole medie – Non tutti sono interessati alla certificazione finale, è significativo che la richiesta arrivi soprattutto dalle donne, che sono la maggioranza ai corsi. Abbiamo avuto alunni e alunne del Bangladesh, studenti stranieri con la borsa di studio al Conservatorio, tante e tanti spagnoli, danesi, inglesi e scozzesi come un ragazzo che fa il doposcuola a Danisinni”.
“Molti sono interessati allo studio dell’italiano perché hanno in mente un progetto di vita a Palermo o in Italia – aggiunge Tinè – Come la dottoressa cubana che lavora in una clinica di Palermo, e che martedì ritirerà l’attestato. O Luciana, studentessa di 23 anni della Costa d’Avorio, con borsa di studio in diritto internazionale applicato ai minori non accompagnati, che ha preso la certificazione dopo due anni di corsi. E’ rimasta a vivere a Palermo e per ora fa la colf. C’è anche una studentessa argentina, che vuole rimanere in questa città per fare l’insegnante. Sono anche nate amicizie all’interno dei corsi, tra mondi diversi. La più particolare tra una ragazza iraniana laureata in teologia e una signora israeliana, che il primo giorno alla compagna di classe ha detto: a nome del mio paese che sta bombardando il tuo, ti chiedo scusa. I nostri paesi sono in guerra ma io non sono in guerra con te”.
“Siamo orgogliosi di avere ottenuto questo risultato con i corsi della “Scuola é cittadinanza” che si svolgono alla Camera del Lavoro e all’Epyc – dicono i segretari di Cgil Palermo, Flc Cgil Palermo e Flai Cgil Palermo Bijou Nzirirane, Fabio Cirino e Valentina Pantanella – E’ un primo traguardo. Stanno funzionando, si sono dimostrati utili e ora possiamo rilasciare le certificazioni riconosciute dall’Università di Roma, grazie alla collaborazione tra Cgil e Metes, la fondazione della Flai che si occupa di ricerca e formazione. Riempiamo un vuoto: il Piano per l’inclusione doveva prevedere l’insegnamento della lingua italiano a tutti i cittadini migranti. Questo ancora manca. Dalla conoscenza della lingua italiana passano tutti i diritti, la lingua è lo strumento chiave per l’integrazione e contro le discriminazioni, anche salariali. E’ un servizio gratuito, che offriamo a tutti i migranti, anche per tutelarli dalla possibilità di essere raggirati con truffe di finti attestati di conoscenza dell’italiano”.
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