L’Italia continua a fare i conti con una delle fasi più oppressive di questa estate 2026, ma secondo le ultime proiezioni meteorologiche qualcosa potrebbe cambiare in tempi relativamente brevi. Dopo giorni dominati da temperature vicine ai 40 gradi e notti tropicali con valori che in alcune aree non sono mai scesi sotto i 27-28°C, l’inizio di luglio potrebbe aprire una fase completamente diversa.
Secondo le elaborazioni diffuse da iLMeteo.it, il potente anticiclone africano denominato Caronte, protagonista assoluto di questa lunga fase di caldo soffocante, starebbe iniziando a mostrare i primi segnali di cedimento.
A confermarlo è Lorenzo Tedici, secondo cui una perturbazione di origine atlantica, in discesa dall’area compresa tra Groenlandia e Islanda, potrebbe rompere il dominio dell’alta pressione nei primi giorni di luglio.
Prima della svolta arriva il momento più difficile
Prima del cambiamento, tuttavia, il Paese dovrà affrontare la fase più intensa di questa lunga ondata di calore.
Tra sabato e lunedì il sistema anticiclonico raggiungerà infatti il massimo della propria intensità, spingendo ulteriormente verso l’alto i valori termici.
Gran parte dell’Italia registrerà temperature reali o percepite prossime ai 40°C.
Le condizioni di maggiore criticità interesseranno vaste aree della Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e anche la Sicilia.
In queste zone l’indice bioclimatico utilizzato per misurare lo stress termico sul corpo umano raggiungerà il livello massimo classificato come “Pericolo”, uno dei parametri che indica condizioni potenzialmente critiche soprattutto per anziani, bambini e soggetti fragili.
I primi segnali cambiano tra lunedì sera e martedì
Una prima modifica della circolazione atmosferica potrebbe manifestarsi tra la tarda serata di lunedì 29 giugno e martedì 30 giugno.
I primi segnali saranno rappresentati dalla formazione di temporali organizzati sulle aree montuose, in particolare lungo l’arco alpino.
Ma la data cruciale, quella indicata dagli esperti come vero spartiacque, resta mercoledì primo luglio.
In quella fase la perturbazione nord atlantica dovrebbe riuscire finalmente ad aprire una breccia nel campo anticiclonico dominante, permettendo l’ingresso di aria più fresca in quota sopra la penisola.
Perché il primo luglio potrebbe diventare una giornata critica
Il raffreddamento in arrivo non coinciderà necessariamente con un miglioramento stabile e tranquillo. Anzi.
Secondo gli esperti, proprio il contrasto tra la massa d’aria estremamente calda e umida già presente nei bassi strati dell’atmosfera e l’ingresso di aria più fredda alle quote superiori potrebbe creare condizioni altamente instabili.
Dal punto di vista fisico, l’aria fredda essendo più pesante tende a precipitare verso il basso sostituendo rapidamente quella calda.
Questo processo produce un violento rimescolamento verticale della troposfera.
Il risultato sarà la formazione di grandi celle temporalesche, capaci di generare cumulonembi di notevole estensione.
All’interno di questi sistemi temporaleschi si svilupperanno potenti correnti ascensionali, chiamate updraft, che spingono verso l’alto l’aria calda.
Parallelamente si formeranno le correnti discendenti, i cosiddetti downdraft.
Il ruolo della Cold Pool e il rischio di downburst
Uno degli elementi più delicati riguarda la formazione della cosiddetta Cold Pool. In meteorologia si tratta di una massa d’aria che si raffredda rapidamente per effetto dell’evaporazione di pioggia e grandine all’interno del temporale.
Essendo molto più densa rispetto all’aria circostante, questa massa precipita velocemente verso il basso. Quando raggiunge il terreno, l’aria fredda si espande rapidamente a raggiera investendo pianure e vallate con forte intensità. Questo meccanismo produce il classico crollo termico improvviso che spesso accompagna i temporali estivi. Può però anche innescare downburst, cioè violente raffiche di vento discendenti potenzialmente pericolose.
Insieme ai colpi di vento, aumenta anche il rischio di grandinate improvvise e fenomeni localmente intensi.
L’estate rallenta ma il fine settimana resta pericoloso
Il tanto atteso refrigerio arriverà dunque, ma potrebbe essere accompagnato da eventi atmosferici particolarmente energici.
Secondo le attuali proiezioni, dopo il primo impulso perturbato previsto per il primo luglio potrebbe arrivarne un secondo intorno al 3 luglio.
Questo provocherebbe una netta frenata dell’estate almeno nella prima parte del mese.
Fino ad allora resta però fondamentale prestare attenzione al caldo estremo.
Gli esperti raccomandano prudenza soprattutto durante il prossimo weekend, quando la canicola raggiungerà il proprio picco massimo.
Le previsioni giorno per giorno
Oggi 26 giugno
Nord Italia: sole diffuso e temperature elevate, con temporali isolati sulle Alpi.
Centro Italia: condizioni stabili, cielo sereno e caldo intenso.
Sud Italia: temperature elevate con isolati temporali nelle zone montuose.
Domani 27 giugno
Nord Italia: prevalenza di sole, caldo persistente e temporali sulle Alpi di confine.
Centro Italia: afa intensa e temperature elevate.
Sud Italia: caldo marcato con fenomeni temporaleschi isolati in montagna.
Domenica 28 giugno
Nord Italia: sole pieno e valori prossimi ai 40 gradi, qualche temporale sulle Alpi.
Centro Italia: temperature fino a 40°C.
Sud Italia: sole dominante, caldo intenso e temporali isolati nelle aree montuose.
Tendenza successiva
Il calo termico inizierà gradualmente da martedì 30 giugno sulle Alpi.
Da mercoledì primo luglio il crollo delle temperature potrebbe diventare diffuso su gran parte della penisola.
Per la Sicilia resta alta l’attenzione sia per il caldo eccezionale delle prossime ore sia per i possibili fenomeni intensi che potrebbero accompagnare il cambio di circolazione atmosferica.






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