L’Italia sta affrontando una delle fasi più calde degli ultimi anni, con temperature che in molte città stanno superando i 40 gradi e notti tropicali che impediscono al corpo di recuperare. In queste condizioni aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare un problema medico potenzialmente grave: il colpo di calore.

Secondo le principali autorità sanitarie internazionali, tra cui il National Health Service britannico (NHS), la Mayo Clinic e la Cleveland Clinic, il colpo di calore rappresenta una vera emergenza medica che richiede un intervento rapido.

Che cos’è il colpo di calore

Il colpo di calore si verifica quando il corpo perde la capacità di regolare la propria temperatura interna. Normalmente l’organismo si raffredda attraverso la sudorazione, ma in presenza di caldo estremo, elevata umidità o sforzo fisico prolungato questo meccanismo può andare in crisi.

Quando la temperatura corporea supera i 40 gradi, il sistema nervoso centrale può iniziare a subire danni.

Se non si interviene rapidamente, la situazione può diventare pericolosa per la vita.

I sintomi iniziali da non sottovalutare

I medici indicano una serie di campanelli d’allarme molto precisi.

Tra i primi sintomi compaiono:

  • forte mal di testa improvviso;
  • vertigini o sensazione di svenimento;
  • debolezza intensa;
  • nausea o vomito;
  • sudorazione eccessiva nelle prime fasi;
  • crampi muscolari;
  • battito cardiaco accelerato;
  • respirazione rapida.

Questa fase viene spesso definita esaurimento da calore e può evolvere rapidamente.

Quando diventa un’emergenza

Se il corpo continua a surriscaldarsi, possono comparire sintomi molto più gravi.

Occorre chiamare immediatamente i soccorsi se una persona presenta:

  • temperatura corporea molto elevata;
  • pelle calda, arrossata e spesso secca;
  • confusione mentale;
  • difficoltà a parlare;
  • perdita di coordinazione;
  • stato di agitazione improvvisa;
  • convulsioni;
  • perdita di coscienza.

La Mayo Clinic ricorda che il colpo di calore non trattato può causare danni permanenti a cervello, cuore, reni e muscoli.

Cosa fare immediatamente

Le linee guida mediche internazionali indicano alcune azioni precise.

Bisogna:

Spostare subito la persona al fresco

Portarla in un ambiente climatizzato o almeno in una zona ombreggiata.

Raffreddare rapidamente il corpo

Applicare asciugamani bagnati con acqua fresca su collo, ascelle, polsi e inguine.

Se possibile utilizzare un ventilatore.

Fare bere acqua solo se cosciente

Se la persona è vigile, far assumere piccoli sorsi d’acqua.

Mai forzare la persona a bere se è confusa.

Chiamare immediatamente il 118

Se compaiono alterazioni neurologiche non bisogna aspettare.

Chi rischia di più

Secondo la Cleveland Clinic, le categorie più vulnerabili sono:

  • anziani sopra i 65 anni;
  • neonati e bambini piccoli;
  • persone con malattie cardiovascolari;
  • chi soffre di diabete;
  • lavoratori esposti al sole;
  • sportivi;
  • persone che assumono farmaci diuretici o antidepressivi.

Anche giovani perfettamente sani possono sviluppare un colpo di calore durante attività fisica intensa.

Come prevenire il problema

Le regole fondamentali restano semplici.

Bisogna:

  • bere frequentemente durante tutta la giornata;
  • evitare esposizione al sole tra le 11 e le 18;
  • indossare vestiti leggeri;
  • evitare attività fisica nelle ore più calde;
  • non lasciare mai bambini o animali in auto;
  • utilizzare ambienti ventilati o climatizzati.

Con temperature estreme come quelle registrate in questi giorni in Italia, la prevenzione può fare la differenza.