Siciliacque Spa chiude a Enna e decide di trasferire il personale in un’altra sede. Sono 25 le unità di personale che dovrebbero essere trasferite altrove in seguito alla chiusura dello sportello cittadino. A darne notizia era stato Alfredo Schilirò, segretario generale della Filctem-Cgil.

Dopo giorni di silenzio iniziano ad arrivare le prime reazioni alla notizia, sono quelle di Antonio Ferrante, candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico, e Salvatore Castiglia, assessore del comune di Sperlinga, “Apprendiamo che Siciliacque S.p.a. decide di chiudere la propria sede Ennese, e spostare il relativo personale privando oltre quaranta comuni di un presidio fondamentale per la gestione del bene più prezioso, il tutto nel silenzio del governo regionale che è azionista di maggioranza della società. Siamo al fianco del segretario provinciale Di Gangi e di tutto il Pd ennese e ci aspettiamo sin da subito un intervento del Presidente Musumeci, in caso contrario prenderemo atto dell’interesse di questo governo nei confronti di un territorio importante per l’intera Sicilia”.

Nel 2020 nella rete gestita dalla società si continuano a registrare interruzioni dell’approvvigionamento idrico in molti comuni dell’ennese, per ripetute rotture della condotta idrica che dall’Ancipa porta l’acqua nei vari Comuni. “Non ci dimentichiamo certo – dice il segretario provinciale del Partito Democratico, Vittorio Di Gangi – delle continue interruzioni nell’erogazione del servizio di distribuzione dell’acqua a causa della rottura continua della condotta e del mancato investimento di risorse per la sua definitiva riparazione. Il Partito Democratico ennese chiederà a Siciliacque di ritirare la sua proposta e, anzi, di investire delle risorse adeguate per l’ammodernamento e la messa in sicurezza degli impianti. A tal proposito chiederemo a tutti i Sindaci della Provincia di sottoscrivere un documento a difesa del mantenimento della sede di Enna. Della questione verrà interessata la nostra deputazione regionale”.