Il risanamento urbanistico delle baraccopoli di Messina continua, nonostante i tentativi di ostacolarne il percorso. Dopo il secondo furto di gasolio nel giro di poche settimane ai danni dei mezzi impegnati nella demolizione delle baracche di via Taormina, il presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per il risanamento, Renato Schifani, ha ribadito con fermezza l’impegno delle istituzioni: “Il risanamento di Messina non si ferma. Episodi come questi non devono far perdere di vista che si tratta di un processo che coinvolge tutti, nessuno escluso. Vogliamo restituire ai cittadini spazi sani e vivibili e per farlo serve l’impegno collettivo nel segno della legalità e del cambiamento“.

Le parole del presidente arrivano in un momento delicato per la città dello Stretto, dove gli interventi di bonifica e abbattimento delle strutture fatiscenti procedono in un contesto sociale e ambientale complesso. L’ennesimo atto vandalico, che rischia di rallentare le operazioni, evidenzia la presenza di resistenze e criticità che vanno oltre la semplice gestione operativa.

Sicurezza a rischio: chiesto l’intervento della Prefettura

A fronte dei danneggiamenti ripetuti, la Struttura commissariale ha inviato una nota formale alla Prefettura di Messina, richiedendo un potenziamento delle misure di sorveglianza nell’area. Una richiesta motivata dalla necessità di garantire la sicurezza degli operatori e l’integrità dei mezzi in azione, essenziali per rispettare la tabella di marcia prevista dal piano di risanamento.

Durante un sopralluogo svolto sul cantiere, il sub commissario Santi Trovato, accompagnato dal sindaco di Messina Federico Basile, ha espresso solidarietà al direttore dei lavori Daniele Picci e all’impresa incaricata dello sgombero e della bonifica. L’azione congiunta istituzionale conferma una volontà condivisa: non cedere di fronte a intimidazioni o atti di sabotaggio.

In questo contesto, la protezione degli operatori non è solo una questione di ordine pubblico, ma una condizione imprescindibile per la tutela del progetto di rigenerazione urbana, che mira a liberare intere zone da situazioni di degrado protrattesi per decenni.