Il Ponte sullo Stretto frenerà la tendenza allo spopolamento della Sicilia e della città di Messina. Ne sono convinti i Pro Ponte che, nel ribadire la grande manifestazione di sabato 28 marzo, fanno i conti demografici dell’Isola e di Messina.

Duemila cittadini persi a Messina ogni anno

Messina perde circa 3mila abitanti ogni 18 mesi, negli ultimi dieci anni 18mila messinesi si sono trasferiti altrove, a questi dati si aggiungono tutti coloro che risultano ancora residenti ma in realtà vivono e lavorano da tempo in altre città e tornano solo a Natale e Ferragosto: uno spopolamento grave e preoccupante che riguarda tutta la Sicilia, passata in 25 anni da 5,6 a 4,8 milioni con previsioni di perdita, nel prossimo decennio, di ulteriori 800mila in varie provincie, con la citta dello Stretto sul podio della classifica.

“Lo spopolamento è dovuto all’invecchiamento e alle poche nascite, ma soprattutto all’emigrazione di giovani in cerca di lavoro. Non è un fenomeno inarrestabile e il Ponte può rappresentare una svolta per il futuro della nostra Regione” spiegano i promotori de “L’ora del Ponte”, manifestazione in programma sabato 28 marzo alle ore 16 in piazza Unione Europea a Messina, che sta raccogliendo sempre maggiori adesioni con una quarantina di associazioni, sia per ribadire l’importanza strategica e urgente dell’opera, di cui si parla da tempo e che finalmente può vedere la luce, sia per riflettere sul futuro occupazionale e sulle prospettive di crescita del nostro territorio.

Basta alla fuga dei siciliani

“Ormai ci siamo abituati a vedere partire i nostri figli e, a breve, i nostri nipoti, verso il Nord, che sembra l’America delle grandi migrazioni dell’800 e ‘900 quando i siciliani partivano con la valigia di cartone per trovare una speranza. Siamo assuefatti da un fenomeno che può essere frenato e fermato grazie ad investimenti intelligenti come quelli infrastrutturali, il Ponte, con le autostrade, le ferrovie e i porti, è la strada maestra dello sviluppo, la chiave di volta per rilanciare il Sud e far tornare i nostri ragazzi, i cervelli che fuggono ogni giorno e dare la possibilità di esprimere i loro talenti e potenzialità nella terra delle loro radici”.

L’evento del 28 marzo non sarà solo un raduno di associazioni, comitati, movimenti, sindacati che hanno accolto già la partecipazione di diversi partiti politici, ma anche un momento di confronto corale e a più voci sul domani della Città dello Stretto, della Sicilia e della Calabria. Anche quest’ultima vive una situazione drammatica con migliaia e migliaia di calabresi che sono partiti negli anni scorsi e oggi ricoprono spesso posizioni di vertice in vari comparti lavorativi, dimostrazione del talento innato che alle nostre latitudini frena ad emergere e non viene valorizzato, innanzitutto per la carenza infrastrutturale e dei trasporti, madre di ogni possibilità di crescita fin dalle origini dell’uomo.

Ponte collegamento culturale

“Il Ponte è innanzitutto culturale – proseguono le sigle che hanno organizzato l’appuntamento del 28 marzo, aperto a tutti – abbiamo il diritto e il dovere di pretendere la realizzazione di un progetto così prezioso e avveniristico, che garantirà lavoro e una consequenzialità di opere sinergiche, complementari, una serie di cantieri che creeranno un indotto mai visto”.

Intanto continuano ad arrivare nuove adesioni: Associazione Italo americani, Associazione Ferrovie Siciliane, Futuro Meridiano e A.N.A.P.I. Pesca Sicilia (Associazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori della Pesca), organizzazione di categoria che tutela pescatori autonomi e operatori della filiera ittica in Sicilia e ha espresso il suo apprezzamento: “Anche i prodotti dell’intera filiera ittica necessitano più che mai di tempi velocizzati nei trasporti per raggiungere i mercati di altre parti d’Italia” – spiega il presidente Piero Forte.

Manifestazione priva di bandiere di partito

E ancora: “La nostra partecipazione avviene nel segno della trasversalità e del pragmatismo istituzionale, condividendo pienamente lo spirito di una mobilitazione priva di bandiere di partito e focalizzata esclusivamente sul valore strategico che le grandi infrastrutture rappresentano per il futuro dei nostri territori” – scrivono i presidenti di ANPAE Mediterraneo Strategic Hub (centro di governance e progettazione strategica di sistemi complessi e sviluppo territoriale con fondi europei e nazionali) Carmelo Cortellaro, del Centro Studi Futura (ente leader nell’ambito del Servizio Civile Universale in Calabria e Sicilia) Patrizia Matarazzo e del Progetto Giovani APS (organizzazione di promozione sociale d’eccellenza, accreditata per la formazione superiore e continua) Simona Matarazzo.