• Il giallo di Caronia e la perizia dei legali di Mondello: “Viviana non poteva salire su quel traliccio”
  • “C’è stato un depistaggio, non fu omicidio-suicidio”
  • Viviana e Gioele morti probabilmente in un pozzo e poi trasportati da qualcuno per la messinscena.

Il giallo di Caronia si arricchisce di nuovi spunti investigativi. Li fornisce una nuova perizia di parte del legale di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi e padre del piccolo Gioele, morti nell’estate 2020. La Procura di Patti (ME) di recente ha archiviato le indagini, puntando sulla tesi dell’omicidio-suicidio: Viviana avrebbe ucciso il figlio e poi si sarebbe suicidata. Ma per il marito non è andata così. Anzi, parla addirittura di depistaggio.

La consulenza di parte

«Non vi è stato alcun atto aggressivo di Viviana Parisi nei confronti di Gioele Mondello come invece ritenuto dalla richiesta di archiviazione. Sicuramente la donna non si è suicidata, non vi è alcuna sua precipitazione dal traliccio dell’Enel D59 né volontaria né procurata, in quanto non ha avuto nessun contatto e non vi si è arrampicata»: è uno dei punti fermi della relazione tecnica consegnata agli avvocati Claudio Mondello e Pietro Venuti, di Daniele Mondello, scrive il Giornale di Sicilia in edicola oggi.

Il dossier smonta la tesi dei pm

Un dossier firmato dal criminologo Carmelo Lavorino, dal medico legale Antonio Dalla Valle, dallo psicologo forense Enrico Delli Compagni, con la collaborazione delle antropologhe forensi Nicolina Palamone ed Angelica Zenato. L’obiettivo: smontare la tesi dei pm e confutare la richiesta di archiviazione presentata, lo scorso luglio, dalla Procura di Patti, guidata dal procuratore Angelo Cavallo.

“Non poteva salire su quel traliccio”

«Se Viviana si fosse buttata dal traliccio, l’altezza di caduta, come ipotizzato dalla polizia scientifica di Catania, dovrebbe essere di almeno 8 metri, ma questo è impossibile perché la donna, non poteva né arrampicarsi, per di più senza scarpe, e perché le fratture sono di una caduta da 2- 3 metri”». Le scarpe e il calzino di Viviana sarebbero stati posizionati da qualcuno per depistare: una «combinazione criminale», che «ha depistato, composto la scena, messo in posa i corpi e le scarpe delle due vittime», scrivono i criminologi.

La nuova ipotesi: messinscena e depistaggio

Il delitto sarebbe avvenuto in un pozzo di circa 4-5 metri di profondità dove Viviana sarebbe morta per esplosione delle vertebre e asfissia, mentre Giole per caduta e successivo annegamento per la presenza di mezzo metro d’acqua nel pozzo. Poi qualcuno avrebbe recuperato i corpi, spostandoli “per la messinscena e il depistaggio “, scrivono i consulenti di parte.