Firmato il rinnovo economico del contratto scuola: aumenti in busta paga e arretrati fino a 2.261 euro per i docenti.

Era atteso da mesi e ora è realtà: il 5 novembre è stato ufficialmente siglato presso l’ARAN il rinnovo della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024. L’accordo riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici del settore, tra cui ben 850mila insegnanti. Un’intesa che porta in dote aumenti in busta paga e, soprattutto, arretrati sostanziosi. Ma la domanda che tutti si pongono è una sola: arretrati docenti, quando arrivano?

Firmato l’accordo economico, ora si attendono i pagamenti

Il contratto firmato ad inizio novembre prevede un aumento medio mensile di 150 euro su 13 mensilità, con picchi di 185 euro per gli insegnanti in base all’anzianità e 240 euro per ricercatori e tecnologi. L’accordo è frutto di un lungo negoziato partito con colpevole ritardo: la scadenza naturale era infatti il 2024, ma la firma è arrivata a fine 2025.
A quanto ammontano gli arretrati complessivi? Le cifre variano, ma in media si parla di circa 1.450 euro, con picchi che superano i 2.200 euro per alcune categorie.

Quando verranno accreditati gli arretrati ai docenti?

La tempistica precisa resta ancora incerta. Secondo Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, “ci auguriamo che arrivino tra dicembre e gennaio, anche con gli arretrati”. Un’opinione condivisa anche da Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl Scuola, che ha dichiarato: “Pensiamo che per gennaio arrivino gli arretrati”.
Tuttavia, tutto dipenderà dalla velocità delle procedure burocratiche. In sintesi: i pagamenti potrebbero arrivare tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Quanto spetta in busta paga e a chi?

Gli aumenti sono differenziati per grado scolastico, titolo di studio e anzianità. Ecco una panoramica dei principali incrementi previsti:

  • Docente infanzia e primaria: tra 110,12€ e 159,38€ di aumento mensile
  • Docente diplomato secondaria di secondo grado: tra 110,12€ e 164,47€
  • Docente di scuola media: tra 119,20€ e 176,61€
  • Docente laureato secondaria di secondo grado: tra 119,20€ e 185,31€

A questi importi si aggiunge l’una tantum prevista, pari a 111,70 euro.

Secondo le tabelle Cisl, la somma totale degli arretrati (inclusa l’una tantum) oscilla tra 1.403,54€ e 2.261,68€, a seconda del profilo e dell’anzianità.

Chi ha firmato e chi no: le reazioni dei sindacati

Il rinnovo del contratto ha diviso i sindacati.

  • Uil Scuola Rua (Giuseppe D’Aprile): “Una risposta concreta al personale”.
  • Cisl Scuola (Ivana Barbacci): “Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto”.

Non la pensa allo stesso modo la Flc Cgil, che non ha firmato l’accordo. In una nota ufficiale, il sindacato ha dichiarato: “Gli incrementi stipendiali coprono neanche un terzo dell’inflazione del triennio di riferimento e sanciscono la riduzione programmata dei salari del Comparto”. Una posizione netta che denuncia una perdita di potere d’acquisto e una politica che, secondo la Flc, sottrae risorse a Scuola, Università e Ricerca.

Quanti soldi sono stati stanziati?

Il pacchetto complessivo di risorse arriva a circa 3 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 240 milioni stanziati dal Decreto Maturità approvato il 28 ottobre. Di questi fondi, quasi 110 milioni sono stati destinati al miglioramento del trattamento accessorio (RPD e CIA), evitando di disperderli in altre voci.

Cosa succede alla parte normativa del contratto

Per ora si è lavorato solo sull’aspetto economico. La parte normativa, ovvero quella che regola diritti, doveri, carriera e organizzazione del lavoro, sarà trattata nel prossimo rinnovo contrattuale 2025-2027, con inizio delle trattative previsto per il 2026. Su questo punto Castellana ha chiarito: “Tratteremo questi aspetti con il rinnovo ad inizio anno 2026. Non ci sarà una sequenza contrattuale”. Dunque, tutto rinviato al prossimo giro.

Cosa aspettarsi ora in busta paga

Dopo la firma del contratto e la pubblicazione delle tabelle ufficiali, le prossime settimane saranno decisive per il pagamento degli arretrati docenti. Quando? Gennaio sembra l’orizzonte più plausibile, anche se ritardi burocratici potrebbero far slittare il tutto a inizio 2026. La speranza dei sindacati è che non ci siano intoppi, affinché gli insegnanti possano ricevere il dovuto riconoscimento economico per il lavoro svolto in questi anni, spesso in condizioni difficili.

FAQ – Domande frequenti

  • Arretrati docenti, quando verranno pagati?
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, secondo le stime dei sindacati. I tempi dipendono dalla burocrazia.
  • Quanto sono gli arretrati in media?
Circa 1.450 euro, ma si può arrivare a 2.261 euro a seconda dell’anzianità.
  • Chi riceverà gli aumenti?
Tutti i docenti, dagli insegnanti dell’infanzia fino a quelli della scuola secondaria di secondo grado.
  • Sono già stati erogati degli aumenti in busta paga?
Sì, oltre il 60% degli aumenti è stato anticipato tramite l’indennità di vacanza contrattuale.
  • Il contratto include anche norme su carriera e orario?
No. La parte normativa sarà trattata nel 2026 con il rinnovo 2025-2027.

Fonti: