Mark Rutte, segretario generale della Nato, ha dichiarato a Fox News che le basi in Italia hanno svolto un ruolo “massiccio” per l’operazione Epic Fury in Iran. Secondo Rutte, infatti, 500 aerei Usa sarebbero decollati dal territorio italiano. A livello europeo, le missioni di volo sarebbero state tra le 4.000 e le 5.000. Rutte ha citato anche la Romania: Bucarest ha dovuto ridurre i voli commerciali per consentire l’uso degli aeroporti come strutture per aerei cisterna.

Rutte ha così difeso il contributo europeo di fronte alle critiche di Trump. «Paese dopo paese, alleato dopo alleato hanno messo a disposizione le loro basi per Epic Fury», ha detto. Ha aggiunto che l’Europa si è trasformata in una «piattaforma di proiezione della potenza» per gli Stati Uniti. Le sue parole, però, hanno innescato una reazione immediata da parte del governo italiano.

La risposta del Ministero della Difesa

Il Ministero della Difesa ha smentito di aver autorizzato attività fuori dai trattati. Il comunicato spiega che l’Italia ha autorizzato «esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti». Quando le richieste sono andate oltre questo perimetro, come nel caso di Sigonella, l’Italia non ha dato il via libera.

Il Ministero critica apertamente le parole di Rutte e afferma che il segretario generale ha trasmesso «un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati». «Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto: l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche», si legge nel comunicato.

Basi, logistica e operazioni cinetiche: la distinzione chiave

La sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, di Forza Italia, ha commentato la vicenda a La7. Ha spiegato che Rutte avrebbe parlato di «operazioni logistiche e di supporto, che quindi sono coperte da autorizzazioni permanenti che riguardano l’utilizzo delle nostre basi militari». Ha ricordato che «l’utilizzo delle basi italiane per missioni offensive direttamente collegate ad azioni di guerra richiede, invece, specifiche autorizzazioni con il coinvolgimento del Parlamento».

Le opposizioni chiedono chiarimenti urgenti

Il Partito Democratico ha chiesto un chiarimento immediato. Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri della segreteria nazionale, ha scritto che le dichiarazioni di Rutte «esigono un immediato chiarimento». Ha ricordato che Giorgia Meloni aveva assicurato che l’Italia non sarebbe stata coinvolta. Ha citato la frase di Rutte sull’Europa diventata «piattaforma di proiezione della potenza» americana e ha chiesto alla premier di riferire con urgenza.

Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra ha usato toni più diretti: «Le parole di Rutte sono gravissime e sbugiardano Giorgia Meloni. Meloni ha ingannato gli italiani e il Parlamento». Bonelli ha ipotizzato che le frizioni tra Meloni e Trump potessero essere state «una sceneggiata per coprire il sostegno militare garantito dalle basi italiane agli aerei Usa».