Bonnie Tyler è morta a 75 anni in un ospedale in Portogallo, dove era in cura per una malattia. La cantante gallese, diventata una delle voci più riconoscibili del pop internazionale grazie a Total Eclipse of the Heart, era stata ricoverata nel maggio scorso a Faro per un intervento intestinale d’urgenza. Dopo un periodo in coma farmacologico, nelle scorse settimane le sue condizioni erano state date in miglioramento.
La famiglia ha annunciato la scomparsa con una nota pubblicata sul sito ufficiale dell’artista: “La famiglia e il team di Bonnie sono distrutti nell’annunciare che Bonnie è morta inaspettatamente ieri sera in ospedale in Portogallo a causa della malattia per cui era in cura”.
Dalla provincia gallese al successo mondiale
Bonnie Tyler era nata con il nome di Gaynor Hopkins a Skewen, in Galles, a circa 11 chilometri da Swansea. Figlia di un minatore, crebbe in una casa popolare con tre sorelle e due fratelli.
La musica entrò presto nella sua vita. Amava i Beatles, comprò il suo primo disco, Hippy Hippy Shake degli Swinging Blue Jeans, a 13 anni e seguiva con passione Top of the Pops. Registrava le puntate su un registratore a bobina e trascriveva i testi delle canzoni che amava.
Tra le sue influenze figuravano Janis Joplin, Nina Simone, Tina Turner, Wilson Pickett e Otis Redding.
Nel suo memoir Straight From the Heart aveva raccontato: “Cantavo per ore e ore nel mio spazzola per capelli, ed è così che tutto è cominciato per me. Mi sono innamorata del canto semplicemente facendo questo. Ripensandoci, già allora la mia voce aveva un tono roca, ma non ci pensavo molto. Pensavo che le voci di tutti fossero diverse l’una dall’altra”.
La voce roca diventata leggenda
Nel 1976 subì un intervento per rimuovere alcuni noduli alla gola. Da quell’operazione nacque il timbro ruvido e inconfondibile che sarebbe diventato il suo marchio artistico.
Prima di diventare Bonnie Tyler si esibiva con il nome Sherene Davis ed era la voce di una soul band. Fu notata dal talent scout Roger Bell, che la portò a Londra per registrare alcuni demo. Dopo l’interesse della RCA, assunse il nome artistico con cui sarebbe diventata celebre.
Il debutto discografico arrivò nel 1977 con The World Starts Tonight, che conteneva il primo successo in classifica, Lost in France. L’anno successivo raggiunse il numero 3 con It’s a Heartache.
Il trionfo di Total Eclipse of the Heart
La svolta definitiva arrivò negli anni Ottanta, quando Bonnie Tyler firmò con Sony e chiese di lavorare con Jim Steinman, autore e produttore legato al mondo musicale di Meat Loaf.
Steinman le propose Total Eclipse of the Heart, brano destinato a diventare uno dei più iconici della musica pop. La canzone fu inserita nell’album Faster Than the Speed of Night e conquistò il primo posto in classifica, restando in vetta per quattro settimane.
Nel 2023 Tyler raccontò al Guardian: “A Jim piaceva mettere giù una traccia ritmica di base, fare nove take della canzone, scegliere la migliore e poi metterci dentro tutto, come faceva Phil Spector. Mi diede una cassetta da ascoltare in hotel e preferimmo entrambi la seconda take”.
Il brano conteneva la celebre frase “Turn around, bright eyes”, che Steinman aveva recuperato da un suo musical del 1969, The Dream Engine. Lo stesso autore aveva spiegato che la canzone era nata anche come parte di una possibile versione musicale di Nosferatu.
Un video diventato simbolo degli anni Ottanta
Il videoclip di Total Eclipse of the Heart divenne un classico dell’epoca MTV. Fu girato in un ex manicomio gotico nel Surrey e contribuì a rendere ancora più potente l’immaginario del brano.
Le immagini includevano colombe lanciate al rallentatore, candele, ballerini, schermidori, ginnasti, macchine del vento, ragazzi a torso nudo con occhialini da nuoto e Bonnie Tyler con enormi spalline, in piena estetica anni Ottanta.
La canzone ha superato un miliardo di stream ed è tornata più volte virale durante vere eclissi solari e lunari, in particolare nel 2017 e nel 2024.
Nel 2020 Stereogum la definì “un evento di livello estinzione reso in forma musicale” e aggiunse: “È pop music come esplosione di passione che fa battere il cuore, gonfiare il petto, ribollire il sangue e cadere i cieli. È puro spettacolo. Sono fuochi d’artificio e laser e fulmini e tuoni. Sale, plana e fa avvitamenti”.
Grammy, cinema, Eurovision e Vaticano
Bonnie Tyler ricevette tre nomination ai Grammy. Faster Than the Speed of Night fu candidato per la miglior interpretazione rock vocale, mentre Total Eclipse of the Heart ottenne una nomination nella categoria pop vocale.
Dopo quel successo non raggiunse più le stesse vette commerciali, ma rimase una presenza riconoscibile nella musica internazionale. Tra i brani più noti del periodo successivo ci furono Holding Out for a Hero, dalla colonna sonora di Footloose, e Here She Comes, da Metropolis.
Nel 2013 rappresentò il Regno Unito all’Eurovision Song Contest con Believe in Me, classificandosi al 19° posto. Del clima vissuto in quella occasione disse al San Francisco Examiner: “L’atmosfera lì era assolutamente meravigliosa. Mi intervistavano ogni 15, 20 minuti, e quando sono uscita sul palco dietro la bandiera britannica, ho pensato che il tetto sarebbe venuto giù! È stato fantastico, semplicemente fantastico!”.
Nel 2019 pubblicò Between the Earth and the Stars, con duetti insieme a Rod Stewart, Cliff Richard e Francis Rossi degli Status Quo. Nello stesso anno si esibì anche in un concerto di Natale in Vaticano davanti a Papa Francesco.
La vita privata
Bonnie Tyler era sposata con Robert Sullivan, immobiliarista ed ex atleta olimpico di judo.
Nel 2022 era stata nominata Member of the Order of the British Empire dalla regina Elisabetta II per i suoi servizi alla musica.
Con la sua voce ruvida, il suo immaginario teatrale e una ballata diventata immortale, Bonnie Tyler lascia una traccia profonda nella cultura pop internazionale.
Fonte: Associated Press.






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