Vacanze scolastiche troppo lunghe d’estate e troppo concentrate durante l’anno: è davvero questo il problema della scuola italiana Secondo la ministra del Turismo, la risposta è sì. E la questione non riguarda solo studenti e famiglie ma anche il futuro del turismo interno e l’organizzazione complessiva del Paese.
L’idea di rivedere il calendario scolastico italiano è tornata al centro del dibattito pubblico dopo l’intervento della ministra del Turismo Daniela Santanchè al Terzo Forum Internazionale del Turismo di Milano.
La tesi di fondo è semplice: il calendario scolastico italiano concentra troppe vacanze in pochi periodi dell’anno, soprattutto estate e Natale, penalizzando le famiglie e creando picchi insostenibili per il turismo. Ma la soluzione, secondo la ministra, sarebbe un allineamento graduale ai modelli europei, con pause più distribuite lungo l’anno e vacanze estive più brevi.
Dal Ministero dell’Istruzione, però, arrivano segnali di prudenza e nessuna proposta concreta è ufficialmente sul tavolo. Nel frattempo, alcune Regioni iniziano a muoversi in autonomia, sperimentando ipotesi alternative.
La proposta di Daniela Santanchè: meno estate, più pause durante l’anno
L’intervento della ministra del Turismo è avvenuto in un contesto simbolico: il Forum Internazionale del Turismo, a Milano. Qui Santanchè ha messo nero su bianco una criticità che, secondo il suo dicastero, frena lo sviluppo del settore: “È ormai risaputo che il nostro calendario scolastico concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali”.
L’obiettivo dichiarato è la destagionalizzazione dei flussi turistici: distribuire le vacanze scolastiche lungo l’anno significherebbe rendere più accessibili i viaggi anche in bassa stagione, riducendo gli affollamenti e migliorando l’esperienza delle famiglie italiane.
In concreto, questo si tradurrebbe in:
- Vacanze estive più brevi, oggi tra le più lunghe d’Europa, circa 13 settimane;
- Più pause scolastiche durante l’anno, sul modello di altri Paesi europei;
- Un calendario più flessibile e graduale, senza cambiamenti bruschi.
Il dialogo con il Ministero dell’Istruzione e i primi freni
Santanchè ha dichiarato di aver già avviato un dialogo con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Un confronto che, nelle intenzioni, dovrebbe aprire la strada a una revisione condivisa.
Ma dalle fonti del dicastero di Viale Trastevere arriva subito una precisazione netta: “Allo stato non ci sono proposte concrete su cui lavorare per la revisione del calendario scolastico. Eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno”.
Cosa cambierebbe davvero per studenti e famiglie
Se la proposta diventasse realtà, il cambiamento più evidente sarebbe la riduzione delle vacanze estive a favore di pause più frequenti durante l’anno scolastico. Un modello già adottato in molti Paesi europei, dove le interruzioni sono più brevi ma distribuite.
Secondo la ministra, questo sistema favorirebbe:
- Una migliore organizzazione della vita familiare;
- Più opportunità di viaggio a costi sostenibili;
- Una distribuzione più equilibrata delle presenze turistiche sul territorio.
“Vogliamo proporre un allineamento graduale del calendario scolastico a modelli europei più moderni”, ha spiegato Santanchè, sottolineando come l’attuale sistema “non agevola il turismo interno, poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dall’alta stagione”.
Il nodo clima e infrastrutture: il fronte delle critiche
Non tutti, però, vedono nella revisione del calendario una soluzione praticabile. Uno dei punti più critici riguarda il cambiamento climatico e lo stato degli edifici scolastici.
Accorciare le vacanze estive significherebbe tenere studenti e docenti in classe più a lungo tra giugno e settembre. Un’ipotesi che solleva forti perplessità, soprattutto nelle regioni più calde.
La deputata Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi-Sinistra) ha sottolineato che “non è pensabile” prolungare l’attività scolastica in territori dove già a giugno si superano i 30 gradi.
Anche il sindacato Anief, con il presidente Marcello Pacifico, ha invitato a guardare il problema da un’altra prospettiva: il calendario va ripensato, sì ma “alla luce del cambiamento climatico e preso atto delle infrastrutture delle nostre scuole”. Senza edifici adeguati, climatizzati e sicuri, “è impensabile rimanere aperti d’estate”.
Le sperimentazioni regionali: Emilia-Romagna e Lombardia
Mentre a livello nazionale il dibattito resta aperto, alcune Regioni iniziano a muoversi. L’Emilia-Romagna, ad esempio, sta valutando una revisione del calendario per le scuole primarie e secondarie di primo grado.
Le ipotesi allo studio prevedono:
- Fine delle lezioni intorno al 12 giugno con inizio a settembre;
- Oppure prolungamento fino al 30 giugno, come per le scuole dell’infanzia;
- Riduzione della pausa estiva da 14 a 12 settimane;
Introduzione di una settimana di pausa a metà anno, sul modello dello spring break.
Anche in Lombardia il tema è tornato d’attualità, con l’auspicio di un confronto nazionale che consenta sperimentazioni locali, mantenendo un equilibrio tra esigenze formative e organizzazione familiare.
Turismo, scuola e Made in Italy: una visione integrata
Un altro aspetto della proposta riguarda l’integrazione, nei piani scolastici, di viaggi alla scoperta del territorio italiano e del Made in Italy. Un’idea che lega istruzione e promozione culturale, puntando su esperienze educative fuori dall’aula.
Secondo Santanchè, una riforma di questo tipo rappresenterebbe “un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici”, contribuendo “sia al benessere delle famiglie che alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale”.
Lo sapevi che…?
- Le vacanze estive italiane sono tra le più lunghe d’Europa.
- In molti Paesi europei l’anno scolastico è interrotto da pause brevi ma frequenti.
- L’Italia è tra i Paesi con il maggior numero di giorni di scuola, nonostante le lunghe vacanze estive.
FAQ – Domande frequenti sul nuovo calendario scolastico
Il calendario scolastico cambierà davvero?
Al momento no. Non esiste una proposta concreta ufficiale.
Le vacanze estive saranno eliminate?
No, l’ipotesi è di ridurle, non di cancellarle.
Quando potrebbe entrare in vigore una riforma?
Non ci sono date. Si parla, eventualmente, di un percorso graduale.
Tutte le Regioni dovranno adeguarsi?
Il calendario scolastico è in parte regionale. Sono possibili sperimentazioni locali.
Il cambiamento è legato solo al turismo?
No. Entrano in gioco anche clima, infrastrutture e benessere degli studenti.
Fonti:






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