Can Yaman, protagonista del remake di Sandokan su Rai 1 e volto di punta della fiction italiana, è stato fermato durante una perquisizione notturna, sottoposto a controlli e poi rilasciato dopo aver fornito la sua testimonianza. Nessun mandato di arresto pendeva su di lui prima del blitz.
Il successo di Can Yaman tra Italia e Turchia
Prima di entrare nel merito dell’inchiesta, è utile ricordare perché il nome di Can Yaman abbia un peso mediatico così rilevante.
Nato a Istanbul nel 1989, Yaman ha studiato al liceo italiano della città e si è laureato in giurisprudenza. Una formazione che, almeno inizialmente, sembrava lontana dal mondo dello spettacolo. La svolta arriva con la recitazione, che in pochi anni lo porta a diventare una star della televisione turca.
In Italia il pubblico lo conosce e lo segue grazie a serie di grande successo doppiate in italiano come DayDreamer – Le ali del sogno, Bitter Sweet – Ingredienti d’amore e Mr. Wrong – Lezioni d’amore.
Il salto definitivo avviene con Viola come il mare (2022-2024), dove interpreta l’ispettore Francesco Demir accanto a Francesca Chillemi, e soprattutto con il ruolo di protagonista nel remake di Sandokan, presentato su Rai 1 a fine 2025.
Il blitz antidroga a Istanbul: cosa è successo
L’operazione delle forze dell’ordine turche è scattata dopo la mezzanotte di venerdì, in alcuni dei night club più esclusivi di Istanbul, affacciati sul Bosforo.
Circa 100 agenti della sezione antidroga della polizia, con il supporto della gendarmeria, hanno chiuso temporaneamente gli accessi ai locali e avviato perquisizioni personali e ambientali. L’azione rientra in una vasta indagine della procura di Istanbul sul consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a presunti reati legati alla prostituzione.
Tra i luoghi perquisiti figurano locali noti come il Ruby di Ortaköy, il Klein Phonix e il Bebek Hotel. Ed è proprio in uno di questi locali che si trovava Can Yaman al momento del blitz.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Hürriyet, l’attore non era indagato e su di lui non pendeva alcun mandato di arresto. A far scattare il controllo sarebbe stata una soffiata: qualcuno avrebbe segnalato un presunto uso di droga da parte dell’attore.
L’arresto, i controlli e il rilascio
Durante la perquisizione, sempre secondo le ricostruzioni dei media turchi, a Can Yaman sarebbe stata trovata addosso una sostanza stupefacente. Questo ha portato al suo arresto temporaneo per possesso di droga.
L’attore è stato condotto all’Istituto di medicina legale per gli esami del sangue, necessari a verificare l’effettivo consumo di sostanze. Successivamente ha fornito la propria testimonianza agli inquirenti ed è stato rilasciato in serata.
La procura di Istanbul ha chiarito in una nota ufficiale che nel corso dell’operazione sono stati sequestrati diversi tipi di sostanze, tra cui cocaina, cannabis, pasticche e liquidi sospetti. Le accuse contestate agli indagati, a vario titolo, comprendono:
- possesso di sostanze stupefacenti a uso personale;
- agevolazione e favoreggiamento dell’uso di droga;
- mediazione e favoreggiamento della prostituzione.
È importante sottolineare che le posizioni dei singoli fermati sono al vaglio degli inquirenti e che l’indagine è ancora in corso.
Il ruolo dei locali e la “stanza segreta”
Uno degli aspetti che ha attirato maggiore attenzione mediatica riguarda il Bebek Hotel, finito al centro dell’inchiesta. Secondo un servizio trasmesso dall’emittente A Haber, all’interno della struttura sarebbe stata individuata una stanza nascosta.
Le autorità ipotizzano che questo spazio fosse utilizzato per incontri riservati e registrazioni. Alcuni media locali hanno avanzato il sospetto che potesse servire per girare video da utilizzare a scopo di ricatto, ma su questo punto non esistono conferme ufficiali. Le accuse restano al vaglio degli inquirenti.
Nel corso della stessa operazione sono stati presi in custodia anche proprietari e gestori di alcuni locali, oltre a influencer e personaggi noti del mondo dello spettacolo turco, come l’attrice Selen Görgüzel e l’ex presentatrice televisiva Nilufer Batur Tokgoz.
Un’inchiesta più ampia che va avanti da mesi
L’arresto e il rilascio di Can Yaman si inseriscono in un quadro investigativo molto più ampio. L’indagine della procura di Istanbul è stata avviata nei mesi scorsi e, secondo quanto emerso, ha già portato alla messa in custodia di decine di persone tra attori, giornalisti, cantanti e influencer.
Solo pochi giorni prima del blitz che ha coinvolto Yaman, 19 persone legate al mondo dei media e dell’intrattenimento erano state arrestate a Istanbul, Smirne, Denizli e Mugla, sempre con accuse analoghe.
Il caso aveva già fatto scalpore in dicembre, quando era stato fermato il presidente del Fenerbahçe, Sadettin Saran, poi rilasciato su cauzione e dichiaratosi estraneo ai fatti.
La carriera non si ferma: i prossimi progetti
Sul piano professionale, l’episodio non interromperà ovviamente il percorso artistico di Can Yaman. Nel 2026 sono già in programma la seconda stagione di Sandokan per Rai-Lux e il ritorno su Canale 5 con la nuova serie Il Labirinto delle farfalle, girata in Spagna.
Nel 2025 l’attore è stato anche protagonista della miniserie Il Turco e in passato ha partecipato con un cameo a Che Dio ci aiuti 6.
Lo sapevi che…?
- Can Yaman parla fluentemente italiano grazie agli studi al liceo italiano di Istanbul.
- Prima di diventare attore si era laureato in giurisprudenza.
- In Italia è stato spesso al centro delle cronache rosa, anche per la relazione con Diletta Leotta, terminata nel 2021.
FAQ – Domande frequenti sul caso Can Yaman
Can Yaman è stato arrestato definitivamente?
No. È stato fermato durante un’operazione antidroga e poi rilasciato dopo i controlli e la testimonianza.
Era indagato prima del blitz?
Secondo le fonti, no. Non risultava indagato né destinatario di un mandato di arresto.
Cosa rischia ora?
Dipende dagli sviluppi dell’indagine. Al momento la sua posizione è al vaglio degli inquirenti.
I suoi progetti televisivi sono a rischio?
Al momento non risultano cambiamenti ufficiali nei palinsesti o nelle produzioni annunciate.






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