Sono gli ultimi giorni utili per evitare di pagare il Canone RAI 2026. Il calendario fiscale di inizio anno mette le famiglie davanti a una scadenza spesso sottovalutata ma economicamente rilevante: il 31 gennaio 2026. Entro questa data va presentata la dichiarazione di esenzione, tecnicamente un’autodichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo o di possesso dei requisiti per l’esonero.
Chi non rispetta la scadenza vedrà il canone addebitato automaticamente nella bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione principale. Un meccanismo ormai consolidato che rende il pagamento quasi inevitabile, salvo interventi successivi parziali.
Dal punto di vista economico, il Canone RAI resta una delle imposte più diffuse e automatiche del sistema italiano. Proprio per questo, conoscere le regole nel dettaglio è essenziale per evitare esborsi non dovuti.
Il 2026 non introduce rivoluzioni sull’importo, ma conferma un impianto normativo che premia chi rispetta le scadenze e penalizza chi rinvia. E le differenze, in termini di costo finale, non sono marginali.
Canone RAI 2026: quanto si paga e come funziona l’addebito
Anche per il 2026 l’importo del Canone RAI resta fissato a 90 euro annui. La cifra viene suddivisa in 10 rate mensili da 9 euro, addebitate da gennaio a ottobre direttamente nella bolletta dell’energia elettrica.
Il sistema di riscossione tramite bolletta, introdotto nel 2016, è stato pensato per contrastare l’evasione. Dal punto di vista economico, ha avuto un effetto immediato: il gettito è aumentato e il margine di scelta del contribuente si è ridotto drasticamente.
L’obbligo di pagamento riguarda chiunque:
- detenga un apparecchio televisivo;
- abbia un’utenza elettrica residenziale attiva intestata.
Il presupposto impositivo non è l’uso della TV, ma il semplice possesso. Questo significa che il canone va pagato anche se non si guarda la televisione, se si guardano solo piattaforme streaming o se l’apparecchio resta spento.
Chi non ha la bolletta intestata: il modello F24
Esiste un caso meno frequente ma economicamente rilevante. Chi possiede un televisore ma non ha un’utenza elettrica intestata, ad esempio perché vive in una casa con contatore intestato al proprietario, non riceve l’addebito automatico.
In questo caso il Canone RAI va versato per intero tramite modello F24, con scadenza fissata al 31 gennaio 2026. Una modalità che richiede attenzione, perché l’assenza di bolletta non equivale a esenzione.
Le scadenze chiave: 31 gennaio e 30 giugno
Dal punto di vista fiscale, il Canone RAI 2026 ruota attorno a due date fondamentali.
Entro il 31 gennaio 2026:
Presentando la dichiarazione di esenzione entro questa data, si ottiene l’esonero per l’intero anno.
Dal 1° febbraio al 30 giugno 2026:
La domanda resta possibile, ma l’esenzione vale solo per il secondo semestre. Il canone resta dovuto per i primi sei mesi.
Dopo il 30 giugno 2026:
Non è più possibile evitare l’addebito per l’anno in corso.
Dal punto di vista economico, la differenza è chiara: chi perde la scadenza di gennaio rinuncia automaticamente ad almeno metà del beneficio.
Chi non deve pagare il Canone RAI nel 2026
La normativa individua una platea precisa di soggetti esenti. Non si tratta di eccezioni arbitrarie, ma di categorie definite per legge.
Hanno diritto all’esenzione:
- chi non possiede alcun televisore, presentando ogni anno la dichiarazione di non detenzione;
- gli over 75 con reddito familiare non superiore a 8.000 euro annui;
- diplomatici e agenti consolari, in presenza di reciprocità di trattamento;
- militari stranieri appartenenti alle forze NATO;militari in strutture militari senza abitazioni private;
rivenditori e riparatori di apparecchi televisivi.
Un punto economico spesso frainteso riguarda l’età: non basta avere più di 75 anni, serve anche il rispetto del limite reddituale.
Famiglie e seconde case: quando il canone non si raddoppia
Uno degli aspetti più rilevanti per le famiglie riguarda il principio di unicità del canone.
Il Canone RAI è dovuto:
- una sola volta per nucleo familiare;
- solo per l’abitazione principale.
Questo significa che non si paga per le seconde case, a condizione che l’intestatario dell’utenza elettrica sia lo stesso della prima abitazione.
Dal punto di vista economico, è un chiarimento essenziale per evitare doppi addebiti che, nella pratica, non sono rari in caso di cambi di residenza o volture mal gestite.
Attività commerciali: resta il Canone speciale
Per hotel, bar, ristoranti e attività aperte al pubblico, il discorso cambia radicalmente.
Qui non si applica il canone ordinario, ma il Canone speciale RAI, con importi più elevati e variabili in base:
- al tipo di attività;
- al numero di apparecchi presenti;
- alla superficie e alla destinazione dei locali.
Il versamento avviene con modalità diverse rispetto alla bolletta domestica, generalmente tramite bollettini postali.
Come presentare la domanda di esenzione
La dichiarazione di esenzione deve essere presentata dal titolare dell’utenza elettrica. Le modalità sono tre:
- online, tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando SPID, CIE o CNS;
- per posta, con raccomandata e copia del documento di identità: Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale I di Torino Ufficio Canone TV - Casella postale 22 10121 Torino.
- tramite CAF o intermediari abilitati.
- È disponibile anche l’invio via PEC all’indirizzo ufficiale dedicato al Canone TV: cp22.canonetv@postacertificata.rai.it.
Dal punto di vista economico, il canale digitale resta il più rapido e sicuro, riducendo il rischio di ritardi o errori formali.
Cambio di situazione: perché comunicare conviene
Chi cambia residenza, intestazione della bolletta o smette di possedere un televisore deve comunicarlo tempestivamente.
La mancata comunicazione può portare a:
- doppi addebiti;
- pagamenti non dovuti;
- difficoltà nei rimborsi successivi.
Il sistema automatico, infatti, incrocia i dati delle utenze elettriche, non quelli dell’effettivo utilizzo dell’apparecchio.
Rinnovo annuale: l’errore più comune
Un errore diffuso riguarda il rinnovo. L’autocertificazione va presentata ogni anno, anche se la situazione non è cambiata.
Chi aveva ottenuto l’esenzione nel 2025 ma non ripresenta la domanda entro il 31 gennaio 2026, torna automaticamente a pagare il canone.
Mancato pagamento e sanzioni
Chi è obbligato al pagamento e non versa il canone rischia sanzioni amministrative comprese tra 103,29 euro e 516,45 euro, oltre al recupero dell’importo dovuto.
Lo sapevi che…?
- Il canone non è legato alla visione dei canali RAI, ma al possesso del televisore.
- Anche un televisore usato solo come monitor può far scattare l’obbligo.La dichiarazione di esenzione non è automatica: va rifatta ogni anno.
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa il Canone RAI nel 2026?
90 euro all’anno.
Se non presento la domanda entro gennaio cosa succede?
Paghi tutto l’anno, salvo esenzione parziale entro il 30 giugno.
Chi non ha la TV deve pagare?
No, ma deve presentare la dichiarazione di non detenzione.
Si paga per la seconda casa?
No, se l’intestatario della bolletta è lo stesso.
Ci sono sanzioni?
Sì, fino a oltre 500 euro.






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