Tokyo alza i toni contro Pechino, che minaccia una risposta militare: analisti preoccupati per l’escalation. Gli Stati Uniti osservano da vicino, pronti a intervenire.

In Asia, una nuova crisi geopolitica rischia di infiammare uno degli equilibri più delicati del pianeta. Le relazioni tra Cina e Giappone, storicamente tese, sono entrate in una fase esplosiva a causa di Taiwan, l’isola autogovernata che Pechino rivendica come parte integrante del proprio territorio.

Una dichiarazione della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, secondo cui Tokyo potrebbe rispondere militarmente nel caso in cui la Cina cercasse di annettere Taiwan con la forza, ha scatenato una reazione durissima da parte di Pechino, che ora parla apertamente di “essere pronta alla guerra”.

Missili giapponesi vicini a Taiwan: la miccia che accende lo scontro

A far degenerare ulteriormente la situazione è stata la conferma, da parte del governo giapponese, dell’intenzione di schierare missili sull’isola di Yonaguni, l’avamposto giapponese più vicino a Taiwan, distante solo 67 miglia nautiche.

Pechino ha definito questa mossa come “un tentativo deliberato di creare tensioni regionali e provocare un confronto militare”, avvertendo che “il Giappone dovrà pagare un prezzo doloroso” in caso di ulteriori azioni provocatorie. Le autorità cinesi hanno inoltre convocato l’ambasciatore giapponese e sconsigliato ai cittadini cinesi di recarsi in Giappone.

La risposta non si è fermata qui: Pechino ha cancellato voli tra i due Paesi, diffuso video di propaganda militare e diffuso un messaggio inquietante: “Se la guerra scoppia oggi, questa sarà la nostra risposta”.

“Una situazione molto pericolosa”: gli esperti lanciano l’allarme

Per molti analisti, la tensione tra le due principali economie asiatiche si sta avvicinando a un punto critico. Ashok Swain, professore di sicurezza e relazioni internazionali all’Università di Uppsala, ha descritto l’attuale fase come “molto sensibile” e ha sottolineato come basta un piccolo incidente per scatenare una vera e propria guerra.

“Quando la retorica politica diventa aggressiva da entrambe le parti, basta un errore per far degenerare tutto. È un momento estremamente delicato”, ha dichiarato.  Swain ha ricordato come la storia sia piena di conflitti scoppiati da incidenti minori. Il riferimento è al cosiddetto “Incidente del Ponte Marco Polo” del 1937, che segnò l’inizio della Seconda guerra sino-giapponese: un soldato giapponese scomparso fu sufficiente a scatenare mesi di combattimenti.

Il rischio di un’escalation improvvisa

Secondo Swain, una collisione tra aerei militari, uno scontro navale, o anche una comunicazione fraintesa possono scatenare una reazione sproporzionata difficile da controllare.

“Potrebbe essere un errore di un pilota, una manovra navale interpretata male o un incidente tecnico. In un contesto teso, questi eventi diventano rapidamente incontrollabili. E quando i leader politici decidono di intervenire, può essere già troppo tardi”, ha avvertito.

Giappone più forte militarmente: un cambio di passo storico

Nel frattempo, secondo l’esperto militare Philip Ingram, il Giappone sta mostrando un volto molto più deciso. “Con la nuova premier, il Giappone è diventato più robusto, più forte, e determinato a difendere i propri interessi regionali”, ha detto. “Sta mostrando i muscoli, cosa che non accadeva dalla fine della Seconda guerra mondiale”.

La decisione di dispiegare i missili Type 03 a medio raggio a Yonaguni – capaci di intercettare missili balistici e aerei da combattimento – è stata accolta con favore da Taiwan, che ha sottolineato come questa misura contribuisca a “mantenere la sicurezza nello Stretto di Taiwan”.

Gli Stati Uniti osservano da vicino: in gioco l’equilibrio del Pacifico

Nel contesto di questa crisi, gli Stati Uniti rappresentano il grande alleato silenzioso. Il trattato di sicurezza USA-Giappone prevede che Washington difenda Tokyo in caso di attacco. Per questo motivo, se uno scontro militare dovesse scoppiare tra Giappone e Cina, gli USA verrebbero immediatamente coinvolti.

Secondo le analisi, le basi militari statunitensi in Giappone sarebbero tra i primi obiettivi in caso di conflitto. La posizione di Washington, seppur ufficialmente prudente, è stata ribadita dall’ambasciatore americano in Giappone, George Glass, che ha confermato il sostegno a Tokyo contro “le coercizioni della Cina”.

Una potenziale alleanza mondiale

Anche se la NATO non ha una clausola di difesa collettiva attiva nel Pacifico, l’entrata in guerra degli Stati Uniti potrebbe trascinare con sé alcuni alleati occidentali, rafforzando indirettamente la posizione del Giappone. Dall’altra parte, si ritiene che Russia, Corea del Nord e Iran possano unirsi a un eventuale blocco sino-russo, alimentando una guerra su scala globale.

Secondo alcuni osservatori, Vladimir Putin potrebbe sfruttare un conflitto tra Cina e Giappone per lanciare offensive in Europa, costringendo la NATO a dividere le proprie risorse. Allo stesso tempo, l’Iran e il regime nordcoreano potrebbero offrire sostegno strategico a Pechino e Mosca, aggravando lo scenario.

Fonte: The Sun.

FAQ – Domande frequenti

Perché Cina e Giappone sono in tensione per Taiwan?
Perché il Giappone ha dichiarato che potrebbe intervenire militarmente se la Cina provasse ad annettere Taiwan con la forza. Pechino ha reagito duramente.

Cos’è l’isola di Yonaguni e perché è strategica?
Yonaguni è l’isola giapponese più vicina a Taiwan. Tokyo vuole installarvi missili per rafforzare la difesa dell’area.

Cosa dice la Cina su questi missili?
La Cina considera la mossa una provocazione e ha avvertito che il Giappone “pagherà un prezzo doloroso”.

Gli Stati Uniti interverranno?
Sì, secondo il trattato di sicurezza USA-Giappone, Washington è obbligata a difendere il Giappone in caso di attacco.

Esiste il rischio di una guerra mondiale?
È improbabile, ma un’escalation improvvisa non è esclusa, soprattutto se altri Paesi come Russia, Iran o Corea del Nord decidessero di intervenire.

Curiosità

  • Yonaguni si trova a soli 108 km da Taiwan: è il punto più occidentale del Giappone.
  • Il Type 03 è un sistema d’arma sofisticato, progettato per intercettare missili balistici e aerei da combattimento.
  • Il Giappone non ha un esercito vero e proprio, ma Forze di Autodifesa, la cui funzione sta evolvendo verso un ruolo più attivo a livello regionale.