Da questo mese i fumatori italiani hanno accesso a un farmaco rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale per trattare la dipendenza da nicotina. Si chiama Recigar, il suo principio attivo è la citisina, e la sua delibera di rimborsabilità risale alla seduta del Consiglio di Amministrazione AIFA del 15 dicembre 2025, con successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

È il primo farmaco per smettere di fumare a essere incluso nel prontuario terapeutico SSN in Italia — un passaggio atteso da anni in un Paese in cui il tabagismo causa oltre 90.000 morti all’anno e genera costi superiori a 26 miliardi di euro tra spesa sanitaria e perdita di produttività.

L’accesso non è libero. Il farmaco è rimborsato solo per i pazienti tra 18 e 65 anni e richiede prescrizione medica nell’ambito di un percorso seguito da un Centro Antifumo. Non è disponibile su libera richiesta in farmacia a carico del SSN. Questo limite — segnalato anche dagli esperti del settore — è uno degli aspetti più rilevanti da conoscere prima di aspettarsi la gratuità automatica.

Cos’è la citisina e da dove viene

La citisina è un alcaloide naturale estratto dal Cytisus laburnum, noto in italiano come maggiociondolo — una pianta ornamentale della famiglia delle Leguminose, facilmente riconoscibile per i grappoli di fiori gialli simili al glicine. Già presente nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2024, la sostanza era stata inserita nell’elenco delle molecole essenziali nel 2025 ed è in uso in diversi Paesi europei da anni.

In Italia la citisina era già disponibile in forma di preparazione galenica, ossia composta artigianalmente in farmacia su ricetta medica, ma senza rimborsabilità. Con la decisione AIFA, la citisina cambia forma: da formulazione galenica a farmaco industriale rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale. Il Paese Italia Press farmaco è prodotto dall’azienda polacca Adamed e commercializzato in Italia da Laboratorio Farmaceutico C.T. S.r.l.

Come funziona sul cervello

La citisina agisce come agonista parziale dei recettori nicotinici dell’acetilcolina — gli stessi siti che la nicotina occupa generando dipendenza. Il meccanismo è duplice. La molecola riduce sia i sintomi dell’astinenza — stati d’umore depressivi, irritabilità, ansia, deficit di concentrazione, disturbi del sonno e incremento dell’appetito — sia il piacere immediato associato alla sigaretta, attenuando di conseguenza il desiderio di fumare.

In termini pratici: il cervello riceve un segnale parzialmente simile a quello della nicotina, ma senza gli effetti nocivi del tabacco. Questo doppio effetto — riduzione dell’astinenza e riduzione del rinforzo positivo del fumo — è il cuore farmacologico del trattamento.

Il protocollo terapeutico: 25 giorni a scalare

Recigar è indicato per adulti tra 18 e 65 anni con un ciclo terapeutico di 25 giorni, basato su una posologia progressivamente decrescente. Secondo Claudio Leonardi, presidente della SIPAD, l’obiettivo del protocollo è portare alla cessazione completa del consumo di sigarette entro il quinto giorno dall’inizio della terapia. Tuttavia, in oltre la metà dei casi può rendersi necessario un secondo ciclo terapeutico per consolidare il risultato.

Un punto di forza rilevante per i pazienti con patologie croniche: l’assenza di interazioni farmacologiche note rende la citisina particolarmente raccomandata nei soggetti fragili, affetti da patologie croniche e in terapia polifarmacologica. Gli effetti collaterali, qualora comparissero, sono generalmente lievi e temporanei.

Come si accede al farmaco rimborsato

Il percorso non è automatico. Per ottenere la rimborsabilità del farmaco è indispensabile rivolgersi a un Centro Antifumo: sono solitamente pneumologi, cardiologi o psichiatri a valutare il paziente e a compilare la ricetta necessaria per ritirare Recigar in farmacia.

In Italia operano circa 110 centri antifumo. La distribuzione territoriale non è uniforme — nelle regioni del Sud, inclusa la Sicilia, la densità di centri specializzati è storicamente più bassa rispetto al Nord. Questo crea una asimmetria pratica nell’accesso alla rimborsabilità che il sistema sanitario dovrà affrontare nel tempo.

Fabio Beatrice, direttore scientifico del Mohre (Osservatorio per la riduzione del danno), ha sottolineato che il farmaco deve essere prescritto dai medici di medicina generale, pneumologi, oncologi, cardiologi territoriali e professionisti dei SerD.

Il riferimento al medico di base come possibile punto di prescrizione — affiancato ai centri specializzati — potrebbe allargare l’accesso effettivo nel tempo.

Il limite che gli esperti segnalano

Il riconoscimento della rimborsabilità non incontra solo entusiasmo nel mondo clinico. Solo i Centri Antifumo possono dispensare il farmaco a carico del SSN, e per i pazienti dai 18 ai 65 anni — e ciò rappresenta un evidente limite. Di contro ai 12 milioni di fumatori, i circa 10.000 cittadini che annualmente accedono ai centri antifumo rappresentano una goccia nel mare.

Il punto è strutturale: la rimborsabilità esiste, ma il canale attraverso cui è fruibile raggiunge oggi una percentuale marginale dei fumatori italiani. Senza un ampliamento della rete dei centri o un’estensione della prescrizione ai medici di base su tutto il territorio nazionale, l’impatto reale della misura resterà limitato nel breve periodo.

Il contesto epidemiologico

I numeri del tabagismo in Italia giustificano la rilevanza della misura. Il disturbo da uso di tabacco causa oltre 90.000 morti all’anno nel nostro Paese. I costi complessivi — tra spesa sanitaria diretta e perdita di produttività — superano i 26 miliardi di euro annui. Con 12,5 milioni di fumatori attivi, l’Italia ha uno dei tassi di prevalenza più alti dell’Europa occidentale.

La disponibilità di un farmaco rimborsato modifica, almeno in teoria, la barriera economica che finora scoraggiava molti fumatori dall’intraprendere un percorso terapeutico strutturato. I dati di utilizzo dei prossimi mesi diranno quanto questa barriera fosse effettivamente determinante rispetto a quella dell’accesso ai centri specializzati.