L’esercito israeliano ha avviato una “ampia ondata” di attacchi sull’Iran, prendendo di mira la leadership e le strutture di sicurezza della Repubblica islamica. L’annuncio è arrivato dalle Israel Defense Forces (IDF) mentre nella mattinata di oggi, mercoledì 4 marzo, nuove esplosioni sono state udite nella capitale Teheran.

Si tratta della decima serie di raid dall’inizio della guerra, iniziata sabato con un attacco congiunto Israele-Stati Uniti contro la capitale iraniana che ha provocato la morte della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei.

L’escalation militare si sta rapidamente estendendo oltre l’Iran, coinvolgendo diversi Paesi del Medio Oriente e rotte strategiche del commercio globale.

I raid israeliani su Teheran e su altre città iraniane

Secondo quanto riferito dalle IDF, gli attacchi israeliani hanno preso di mira diversi obiettivi militari e strutture legate alla sicurezza interna del Paese.

Durante la notte l’esercito israeliano ha colpito quelli che ha definito centri di comando utilizzati dalle forze di sicurezza interne iraniane e dalla milizia Basij.

Oltre alla capitale Teheran, raid aerei sono stati segnalati anche nelle città di:

  • Urmia
  • Isfahan
  • Kermanshah

Le operazioni rappresentano uno dei bombardamenti più intensi dall’inizio del conflitto.

Un caccia F-35 israeliano abbatte un aereo iraniano

Durante le operazioni militari, Israele ha annunciato anche un episodio definito senza precedenti.

Secondo le IDF, un caccia israeliano F-35 “Adir” avrebbe abbattuto un aereo militare iraniano con pilota a bordo nei cieli di Teheran.

L’esercito israeliano ha dichiarato che si tratta della prima volta nella storia in cui un caccia F-35 abbatte un aereo da combattimento pilotato.

La risposta dell’Iran: missili e droni contro Israele e i Paesi del Golfo

Teheran ha reagito agli attacchi con una serie di operazioni militari nella regione.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver lanciato missili e droni contro diversi obiettivi:

  • la città di Irbil, nel nord dell’Iraq;
  • due basi militari in Kuwait;
  • due navi da guerra statunitensi.

In una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato iraniana, il corpo paramilitare ha affermato di essere pronto alla “distruzione completa delle infrastrutture militari ed economiche della regione”.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno aggiunto: “La continua interferenza e l’inganno degli Stati Uniti nella regione avranno come conseguenza la distruzione completa delle infrastrutture militari ed economiche della regione”.

Le autorità iraniane hanno inoltre sostenuto, senza presentare prove, che le forze armate statunitensi starebbero utilizzando “strutture civili come copertura”.

Missile iraniano intercettato dalla NATO prima di entrare nello spazio aereo turco

L’espansione del conflitto ha coinvolto anche la Turchia, membro della NATO.

Il ministero della Difesa turco ha annunciato che i sistemi di difesa dell’Alleanza Atlantica hanno intercettato un missile balistico lanciato dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo turco.

Secondo Ankara il missile è stato rilevato dopo aver attraversato gli spazi aerei di Iraq e Siria ed è stato distrutto dalle unità NATO schierate nel Mediterraneo orientale.

Frammenti del missile sono caduti nella provincia turca di Hatay, vicino al confine con la Siria. Le autorità hanno confermato che non ci sono state vittime.

Israele attiva la difesa aerea: esplosioni vicino a Gerusalemme

Parallelamente agli attacchi contro l’Iran, Israele ha dovuto affrontare nuovi lanci di missili.

Le autorità israeliane hanno riferito che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare missili iraniani diretti verso il Paese. Esplosioni sono state udite nei pressi di Gerusalemme.

Il conflitto si estende nel Medio Oriente

La guerra iniziata sabato si è rapidamente estesa oltre l’Iran.

Teheran ha colpito obiettivi nei Paesi del Golfo, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, Bahrein e l’Arabia Saudita.

L’ammiraglio della Marina statunitense Brad Cooper, comandante dell’ US Central Command, ha dichiarato che i bombardamenti americani nelle prime ore della campagna sono stati “quasi il doppio” per intensità rispetto agli attacchi iniziali dell’invasione dell’Iraq del 2003.

Martedì droni hanno colpito anche:

  • l’ambasciata americana in Arabia Saudita;
  • il consolato degli Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti.

Gli Stati Uniti hanno autorizzato il personale governativo non essenziale a lasciare l’Arabia Saudita.

Impatto globale: petrolio e trasporti aerei

Le conseguenze del conflitto si stanno già facendo sentire sui mercati internazionali.

I prezzi del petrolio stanno aumentando a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas.

L’Iran controlla l’intero lato settentrionale dello stretto, trasformandolo in uno dei principali punti di pressione geopolitica del pianeta.

Nonostante il passaggio resti formalmente aperto, il traffico commerciale è crollato dell’80% dall’inizio della guerra.

Teheran ha attaccato diverse navi e ha dichiarato che continuerà a farlo, spingendo molte compagnie di navigazione a sospendere le operazioni nella zona.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha proposto di scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz con la Marina americana.

Attacchi in Libano

Il conflitto ha colpito anche il Libano.

Il ministero della Salute libanese ha riferito che almeno sei persone sono morte durante attacchi notturni contro città vicino a Beirut, tra cui Aramoun e Saadiyat, a sud dell’aeroporto internazionale della capitale.

Un hotel nel sobborgo di Hazmieh è stato colpito.

Un altro raid su un complesso residenziale a Baalbeck ha provocato cinque morti, 15 feriti e tre dispersi, secondo l’agenzia statale National News Agency.

Nave militare iraniana affondata vicino allo Sri Lanka

Nel frattempo un episodio separato ha coinvolto la Marina iraniana nell’Oceano Indiano.

Una nave militare iraniana, la IRIS Dena, è affondata al largo dello Sri Lanka.

La marina srilankese ha dichiarato di aver ricevuto una richiesta di soccorso e di aver salvato 32 persone.

Il portavoce Budhika Sampath ha spiegato: “Anche se era al di fuori delle nostre acque, si trovava nella nostra area di ricerca e soccorso. Eravamo quindi obbligati a intervenire secondo gli obblighi internazionali”.

Ha aggiunto: “Abbiamo trovato persone che galleggiavano in acqua, le abbiamo salvate e successivamente abbiamo scoperto che provenivano da una nave iraniana”.

Secondo i documenti della nave circa 180 persone sarebbero state a bordo, ma il numero esatto dei dispersi resta incerto.

Attacchi e difese nel Golfo Persico

Il Bahrain ha dichiarato di aver distrutto 74 missili iraniani e 95 droni dall’inizio del conflitto.

Nel frattempo il Regno Unito ha iniziato a organizzare operazioni di evacuazione dei propri cittadini dalla regione.

Il ministero degli Esteri britannico ha annunciato un volo di rimpatrio da Muscat, in Oman, previsto per le 19:00, destinato a cittadini britannici e alle loro famiglie.

Secondo il Foreign Office, circa 130.000 cittadini britannici hanno registrato la loro presenza nella regione, mentre il numero totale di britannici nei Paesi del Golfo raggiungerebbe circa 300.000 persone.