Da quest’anno scatta una tassazione ridotta sugli aumenti contrattuali per i lavoratori del settore privato con reddito fino a 33mila euro: l’aliquota sarà del 5%. La misura, prevista dalla Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), si applica alle somme corrisposte quest’anno in seguito ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali relativi al triennio 2024-2026. Per chi lavora su turni, di notte o nei festivi, entra in vigore anche una sostitutiva al 15% entro determinati limiti. L’effetto è diretto sulla busta paga 2026.

I chiarimenti operativi sono contenuti nella Circolare n. 2/E, firmata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Aumenti contrattuali al 5%: chi rientra e cosa comprende

La nuova imposta sostitutiva del 5% sostituisce Irpef e addizionali regionali e comunali sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei CCNL sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

I requisiti:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato
  • Reddito non superiore a 33mila euro nel 2025

Aumenti corrisposti nel 2026

La circolare specifica che l’aliquota si applica agli aumenti erogati nel 2026. Se l’erogazione è iniziata prima, le quote di incremento corrisposte quest’anno rientrano comunque nella tassazione agevolata.

Nel perimetro dell’agevolazione rientrano anche:

  • Assenze retribuite per malattia
  • Maternità o paternità
  • Infortunio
  • Incrementi che assorbono superminimi individuali
  • Indennità e maggiorazioni al 15%: notturni, festivi e turni

Per il 2026 è prevista un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità legate a:

  • Lavoro notturno
  • Lavoro festivo
  • Prestazioni nei giorni di riposo settimanale
  • Indennità di turno

Il limite di reddito è più alto: fino a 40mila euro.

La tassazione agevolata si applica entro un tetto annuo complessivo di 1.500 euro.

La circolare chiarisce che il beneficio si estende anche alle indennità di reperibilità previste dai contratti collettivi erogate nello stesso anno.

Non concorrono al raggiungimento della franchigia:

  • Premi di risultato
  • Somme erogate a titolo di partecipazione agli utili

Come si applicano le nuove imposte

Le imposte sostitutive vengono applicate direttamente dal datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta. Il versamento avviene utilizzando i codici tributo istituiti con le Risoluzioni n. 2/E e n. 3/E del 29 gennaio.

Il lavoratore può scegliere di rinunciare al regime agevolato, optando per la tassazione ordinaria tramite una rinuncia espressa e scritta.

Chi non ha un sostituto d’imposta potrà recuperare l’agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2026.

Impatto concreto sulla busta paga

L’effetto è immediato:

  • Aumenti contrattuali meno tassati
  • Maggiorazioni per turni e notturni con prelievo ridotto
  • Maggiore liquidità mensile

La differenza varia in base all’entità dell’incremento e alle indennità percepite.

FAQ

La tassa al 5% vale per tutti i dipendenti?
No, solo per lavoratori del settore privato con reddito fino a 33mila euro.

Le indennità notturne sono sempre al 15%?
Sì, entro il limite di 1.500 euro annui e con reddito fino a 40mila euro.

Posso rinunciare alla tassazione agevolata?
Sì, con comunicazione scritta al datore di lavoro.

Se non ho un sostituto d’imposta?
Si recupera l’agevolazione nella dichiarazione dei redditi 2026.