Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Isee che può fare la differenza per milioni di famiglie italiane.
Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di una riforma che incide concretamente sull’accesso a bonus, assegni e misure di inclusione sociale.
Le prime settimane del 2026 rappresentano una fase di transizione tra il vecchio e il nuovo sistema. Proprio per questo l’INPS è intervenuto con una serie di chiarimenti ufficiali per spiegare cosa cambia, chi deve presentare una nuova dichiarazione e quali prestazioni saranno ricalcolate automaticamente.
L’obiettivo dichiarato è rendere l’Isee più equo, soprattutto per le famiglie con figli e per i nuclei numerosi, correggendo alcune distorsioni che negli anni avevano limitato l’accesso alle agevolazioni.
Cos’è l’Isee e perché è così importante
L’Isee, acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è lo strumento utilizzato in Italia per misurare la condizione economica delle famiglie. Serve a stabilire chi può accedere a prestazioni sociali agevolate e in quale misura.
In concreto, l’Isee è la chiave per ottenere o meno:
- bonus luce e gas;
- agevolazioni per servizi scolastici e universitari;
- assegno unico e universale per i figli;
- bonus asilo nido;
- misure di inclusione e sostegno al reddito.
Il calcolo avviene tramite la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che fotografa redditi e patrimoni del nucleo familiare. Più l’Isee è basso, maggiori sono le possibilità di accedere agli aiuti.
Perché nasce il nuovo Isee 2026
La riforma del calcolo Isee è prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e risponde a una precisa scelta politica: rendere il welfare più aderente ai bisogni reali delle famiglie.
Come ha spiegato il presidente dell’INPS, Gabriele Fava: “L’intervento sull’Isee si inserisce in una linea di azione chiara che mira a rendere il welfare sempre più aderente ai bisogni reali delle famiglie, rafforzando equità, inclusione e corretto accesso alle prestazioni”.
Il nuovo meccanismo interviene soprattutto su due elementi centrali: il valore dell’abitazione principale e il peso dei figli nel nucleo familiare.
La franchigia sulla prima casa sale: cosa significa
Una delle novità più rilevanti riguarda l’innalzamento della franchigia sul valore dell’abitazione principale. In pratica, una parte più ampia del valore della casa non viene più conteggiata nel calcolo dell’Isee.
Dal 2026:
- la franchigia sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari;
- per le famiglie che vivono in un Comune capoluogo di Città metropolitana, la franchigia arriva a 120.000 euro.
- Rientrano in questa seconda categoria città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna e altre grandi aree urbane.
Il risultato è immediato: molte famiglie proprietarie della prima casa vedranno il proprio Isee ridursi anche di diverse migliaia di euro.
Più peso ai figli: l’aumento per ogni figlio successivo al primo
Il nuovo Isee introduce anche un incremento automatico di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Una misura pensata per riequilibrare il sistema a favore delle famiglie con più figli.
Non solo. Vengono rafforzate anche le maggiorazioni della scala di equivalenza, che determinano il peso del nucleo familiare nel calcolo finale. Dal 2026 le maggiorazioni diventano:
- +0,10 con due figli;
- +0,25 con tre figli;
- +0,40 con quattro figli;
- +0,55 con almeno cinque figli.
In termini pratici, il nuovo calcolo rende l’indicatore più favorevole man mano che aumenta la dimensione del nucleo.
Di quanto può scendere l’Isee
Secondo le stime riportate dall’INPS, la riduzione dell’Isee può variare da 3.000 a 9.000 euro, a seconda:
- del valore dell’immobile;
- del numero di figli;
- della composizione del nucleo familiare.
Questo abbassamento può fare la differenza nel superare soglie decisive per l’accesso ai bonus. Un esempio concreto: una famiglia con due figli che passa da un Isee di 23.000 euro a 17.000 euro può ottenere circa 90 euro in più al mese per ciascun figlio con l’assegno unico. Su base annua, l’aumento supera i 2.100 euro.
Quali bonus e prestazioni usano il nuovo Isee
Il nuovo valore dell’Isee 2026 si applica a:
- Assegno di inclusione (Adi);
- Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl);
- Assegno unico e universale per i figli a carico;
- Bonus asilo nido;
- Bonus nuovi nati;
- forme di supporto domiciliare.
Per queste misure, il ricalcolo può tradursi in importi più alti o nell’accesso a prestazioni prima negate.
Cosa devono fare i cittadini: le scadenze da ricordare
Tutti gli Isee elaborati nel 2025 sono scaduti il 31 dicembre. Chi beneficia di prestazioni legate all’Isee deve presentare una nuova Dsu nel 2026.
Le principali scadenze sono:
- entro fine gennaio per chi riceve Assegno di inclusione o Supporto formazione lavoro;
- entro fine febbraio per l’Assegno unico.
Chi presenta la Dsu dopo queste date non perde il diritto: gli arretrati verranno comunque riconosciuti con i conguagli.
Domande sospese e ricalcolo automatico
In attesa dell’aggiornamento formale del Regolamento Isee, l’INPS ha già adeguato i propri sistemi informatici. Le domande che, con il vecchio Isee, sarebbero state respinte sono state temporaneamente sospese.
L’Istituto ha chiarito che verranno riesaminate automaticamente con il nuovo Isee più favorevole, senza necessità di ulteriori adempimenti da parte dei cittadini.
Per l’assegno unico, invece, gli importi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025, per garantire continuità nei pagamenti.
Dsu precompilata: cosa cambia dal 2026
Resta confermata l’esclusione automatica, fino a 50.000 euro per nucleo, di:
- titoli di Stato;
- buoni fruttiferi postali;
- libretti di risparmio postali.
Questa esclusione è automatica solo nella Dsu precompilata. Chi presenta la Dsu in modalità autodichiarata deve invece indicarla manualmente.
Dal 2026 è attiva anche la Dsu precompilata tramite app INPS, che recupera molti dati dall’Anagrafe tributaria e semplifica la compilazione.
Lo sapevi che…
Con il nuovo Isee 2026, alcune famiglie che prima superavano di poco le soglie ora possono accedere all’importo massimo dell’assegno unico, pari a 203,81 euro mensili per figlio, se l’Isee scende sotto i 17.468,51 euro.
FAQ – Le domande più cercate
Il nuovo Isee si applica automaticamente?
No. Serve presentare una nuova Dsu nel 2026.
Chi ha già un Isee valido perde i benefici?
Senza rinnovo restano i vecchi parametri e non si beneficia delle nuove regole.
Le domande respinte vanno rifatte?
No. L’INPS le riesamina automaticamente.
La prima casa pesa meno nel calcolo?
Sì. La franchigia è stata aumentata in modo significativo.






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