Diletta Leotta, dopo la prima puntata del Festival di Sanremo, proprio in quella in cui si è parlato di violenza contro le donne con il monologo della giornalista Rula Jebreal, è stata attaccata da molti utenti sui social non tanto perché il suo intervento è stato più leggero della collega ma anche perché le si è contestato il ricorso alla chirurgia estetica, motivo per cui non avrebbe diritto a parlare della bellezza naturale.

In difesa della conduttrice siciliana su Instagram è intervenuta mamma Ofelia che ieri ha attaccato le «donne» definite come le «peggiori odiatrici». La signora Casto ha scritto: Come al solito siamo proprio noi donne le peggiori odiatrici, le peggiori nemiche di noi stesse, ci facciamo prendere non so da cosa. Il monologo di Diletta voleva essere un inno ironico rivolto a tutti, specialmente alle giovani donne, alle ragazze, per spronarle a studiare a fare sacrifici pur di realizzare i propri sogni».

Per la madre di Diletta Leotta è stato quindi molto deludente (e non solo per lei) «assistere agli attacchi di donne, giornaliste e donne dello spettacolo, tutte donne, anche donne che contano, che si fanno sentire, attacchi verso una giovane ragazza che vuole trasmettere un messaggio positivo, che ha avuto con ironia il coraggio di invecchiarsi davanti al mondo intero, invece di essere solidali, di rafforzare tutte insieme il nostro diritto a non essere solo belle, ma a guardare oltre, a valori più profondi basati sulla famiglia e sulla realizzazione professionale».

Le parole di mamma Ofelia non sono finite qui: «Invece di combattere e unirci tutte insieme per dare a noi donne voce, il diritto di andare a testa alta, di essere forti, di non avere paura del tempo che passa, tiriamo fuori bassezze come il rifarsi, la chirurgia, cattiverie da peggiori hacker, forse così si tira fuori la propria insoddisfazione, la propria rabbia, con cattiveria, cattiveria rivolta anche contro mia madre, una nonna che ha amato la famiglia e che attraverso cose semplici come una crostata al mandarino fatta con amore insieme ai suoi nipoti, ci ha trasmesso valori forti che vanno oltre l’aspetto fisico».

E ancora: «Una grande delusione, non siamo capaci di unirci per rafforzare il nostro diritto ad essere donne tutte insieme diversamente belle, siamo noi le prime a non guardare oltre la facciata esterna, cosa pretendiamo, oltre c’è molto di più».

LA RISPOSTA DI MONICA LEOFREDDI

Tra le odiatrici citate dalla mamma di Diletta Leotta c’è stata anche Monica Leofreddi, giornalista e conduttrice: «Gentile signora Leotta, ho appreso leggendo Dagospia che per difendere sua figlia mi ha citato tra le ‘odiatrici’ di Diletta’. Il tweet che ho scritto dopo il monologo di Diletta non era offensivo, era semplicemente espressione di un dissenso nel veder rappresenta la bellezza come valore e come qualcosa che capita, da una ragazza bellissima ma che già così giovane, ha modificato il suo corpo alla ricerca di una bellezza perfetta. La bellezza èun valore ma non l’unico, ci sarà sempre qualcuna più bella più giovane più magra o con un seno e un sedere più bello».

La giornalista ha aggiunto che la chirurgia estetica «non va demonizzata ma neanche esaltata. La solidarietà femminile si deve esprimere attraverso la sincerità, la coerenza, non raccontando solo favole. La fatica di essere donne è esasperata da falsi modelli e falsi ideali che ci portano lontano da noi stesse, dal nostro centro.Tacciare ogni dissenso con l’etichetta di invidia non aiuta. Ha visto Rula Jebreall come è stata attaccata prima ancora della sua partecipazione? Poi ha risposto sul palco con la sua storia le sue emozioni la sua anima e la sua capacità di lottare per se stessa e per le altre donne».