Chi usa un monopattino elettrico dovrà presto dotarlo di una targa identificativa.
Non è un’ipotesi né una sperimentazione. È una misura già prevista dal nuovo Codice della strada, approvato alla fine del 2024, e ora vicina alla piena applicazione pratica.

Il percorso normativo è stato lungo e scandito da più passaggi tecnici. Oggi però il quadro è chiaro: manca solo l’ultimo decreto attuativo, quello che renderà operativa la piattaforma online per richiedere il cosiddetto targhino. Una volta pubblicato, scatterà un periodo di 60 giorni per adeguarsi. Dopo, chi circolerà senza targa rischierà sanzioni fino a 400 euro.

Il nuovo assetto normativo nasce dalla riforma del Codice della strada, legge 177/2024, fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Con quella riforma, i monopattini elettrici sono stati definitivamente inclusi nel perimetro dei veicoli soggetti a regole precise, superando la fase iniziale di utilizzo quasi privo di vincoli.

Cos’è il targhino e perché cambia la micromobilità

La targa dei monopattini elettrici non è una targa tradizionale come quelle di auto e moto. Tecnicamente viene definita contrassegno identificativo. La sua introduzione sancisce un principio nuovo per la mobilità urbana: non può esistere circolazione su strada senza identificazione univoca del mezzo. Questo avvicina i monopattini, sotto il profilo burocratico, ai veicoli a motore tradizionali.

Il targhino è personale, cioè è associato al proprietario e non al mezzo. Questo significa che, in caso di cambio di monopattino, il contrassegno resta legato al soggetto che lo ha richiesto. La produzione è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il supporto utilizza materiali e tecnologie tipiche delle carte valori, con sistemi anticontraffazione pensati per evitare manomissioni o duplicazioni.

Com’è fatta la targa del monopattino elettrico

Dal punto di vista fisico, il targhino ha forma rettangolare e dimensioni pari a 50 millimetri per 60 millimetri. È realizzato su supporto plastificato adesivo e non rimovibile, in modo da garantirne l’integrità e la permanenza sul mezzo. Il fondo è bianco, con caratteri alfanumerici neri. Il contrassegno riporta sei caratteri complessivi, disposti su due righe da tre caratteri ciascuna.

La sequenza segue una logica progressiva che consente milioni di combinazioni diverse. Si parte dalla combinazione BBB222. I numeri utilizzabili vanno dal 2 al 9, quindi sono esclusi 0 e 1. Le lettere ammesse sono B, C, D, F, G, H, J, K, L, M, N, P, R, S, T, V, W, X, Y, Z. Sono escluse le vocali e alcune consonanti per evitare confusioni visive.

La progressione avviene da destra verso sinistra. Una volta raggiunta la combinazione BBB999, la serie prosegue con BBC222. Il sistema è progettato per arrivare fino a ZZZ999, garantendo una capacità di immatricolazione coerente con la diffusione dei monopattini nelle città italiane.

Dove e come va installato il targhino

Il contrassegno non può essere applicato liberamente. La normativa stabilisce regole precise per l’installazione, che devono essere rispettate per evitare sanzioni.

Il targhino deve essere collocato:

  • sulla parte posteriore del monopattino in un apposito alloggiamento;
  • in assenza di alloggiamento, sul piantone dello sterzo nella parte anteriore.

In questo secondo caso, deve essere applicato perpendicolarmente al piano di simmetria longitudinale del piantone, a un’altezza compresa tra 0,20 metri e 1,20 metri dal suolo.

L’adesivo va posizionato sul lato corto che costituisce la base della sequenza alfanumerica, in modo che i caratteri risultino chiaramente leggibili. Un targhino posizionato male, non verticale o non visibile equivale a non averlo.

Come richiedere la targa e quanto costa

Per richiedere il targhino sarà necessario accedere alla piattaforma telematica gestita dal Ministero dei Trasporti, non appena sarà attivata.

La procedura prevede:

  • accesso online alla piattaforma;
  • pagamento dei costi tramite sistema PagoPA;
  • scelta del luogo di ritiro.

Il costo del contrassegno è fissato in 8,66 euro. A questa cifra si aggiungono l’imposta di bollo e i diritti della Motorizzazione, come previsto dalla normativa vigente.

Il ritiro potrà avvenire:

  • presso gli uffici territoriali della Motorizzazione Civile;
  • presso agenzie di pratiche automobilistiche autorizzate.

Nel secondo caso, l’agenzia potrà applicare un compenso aggiuntivo per il servizio di intermediazione. La normativa consente anche pagamenti cumulativi per chi possiede più monopattini, una misura pensata per famiglie e operatori di sharing.

Multe e sanzioni: cosa rischia chi non si mette in regola

Una volta trascorsi i 60 giorni dall’attivazione della piattaforma, circolare senza targhino sarà una violazione diretta del Codice della strada.
Le sanzioni previste vanno da 100 a 400 euro. La multa scatta anche se il contrassegno è presente ma installato in modo non conforme alle regole. Il periodo di tolleranza è stato pensato per evitare code e sovraccarichi negli uffici della Motorizzazione e garantire una transizione ordinata verso il nuovo regime.

Lo sapevi che…

Il targhino dei monopattini è personale e non segue il mezzo. Questo significa che il proprietario resta sempre identificabile, anche in caso di cambio del veicolo.

FAQ – Domande frequenti

  • La targa è obbligatoria per tutti i monopattini elettrici?
Sì, per tutti quelli che circolano su suolo pubblico.
  • Serve anche l’assicurazione?
La riforma introduce il principio di responsabilità civile per i veicoli elettrici, con ulteriori obblighi in via di definizione.
  • Posso continuare a usare il monopattino senza targa fino ad aprile?
Sì, fino alla scadenza dei 60 giorni dall’attivazione della piattaforma.
  • Se cambio monopattino devo rifare la targa?
No, il targhino è associato al proprietario.
  • Un targhino rovinato è valido?
No, deve essere sempre integro e leggibile.