Antony Blinken, segretario di Stato degli USA ha chiesto “una immediata de-escalation russa e il ritiro delle truppe e l’equipaggiamento russo dalla frontiera con l’Ucraina”. Lo ha riferito il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price, dopo la telefonata fra Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

Blinken, inoltre, ha ammonito che “una ulteriore invasione dell’Ucraina avrà conseguenze rapide e severe”, invitando la Russia a seguire la via diplomatica per trovare una soluzione alla crisi.

Lavrov, dal canto suo, ha inviato messaggi ai ministri degli Esteri della NATO e la lettera è arrivata anche alla Farnesina. Si è appreso che la Russia tiene a precisare che “la NATO, con la sua natura di alleanza aggressiva, non rispetta il principio fondamentale dell’indivisibilità della sicurezza reciproca nel quadro dell’OSCE“, cioè l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Secondo gli analisti, questo messaggio russo sarebbe prova della volontà del Cremlino di mantenere una discussione con l’Occidente.

Sul fronte del dialogo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Nel corso dei colloqui sono stati concordati un impegno comune per una soluzione sostenibile e durevole della crisi e l’esigenza di ricostruire un clima di fiducia.

Infine, c’è stato un incontro tra il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, e il presidente Putin, a cui ha assicurato che “nessun leader europeo vuole la guerra”. “Siamo per accordi pacifici”.