Il 4 aprile scorso, durante una festa di compleanno tra adolescenti sulla spiaggia di Verbania, un ragazzo di 16 anni ha ingerito olio motore mescolato a una bevanda analcolica ed è stato ricoverato d’urgenza.
Secondo la ricostruzione emersa dalle fonti e dalle indagini, il giovane avrebbe ricevuto un bicchiere che gli è stato presentato come “un drink buono”. In realtà, all’interno era stato versato olio sintetico per motori. Dopo i primi sorsi, il ragazzo ha avvertito subito un sapore anomalo e oleoso, ma l’ingestione era già avvenuta.
Il malore è stato rapido. Il sedicenne si è accasciato mentre la situazione degenerava nel giro di pochi minuti.
La scena: trenta ragazzi, poi la fuga
Alla festa erano presenti circa trenta giovani tra minorenni e pochi maggiorenni. Quando il ragazzo ha iniziato a stare male, la reazione del gruppo è stata immediata ma disorganizzata.
Gran parte dei presenti si è allontanata rapidamente dal luogo per timore delle conseguenze. Solo due ragazzi maggiorenni sono rimasti accanto alla vittima e hanno chiamato il 112, permettendo l’intervento dei soccorsi.
Il giovane è stato trasportato all’ospedale Castelli di Verbania, dove i medici hanno attivato subito una consulenza con il Centro Antiveleni di Bergamo. Questo passaggio si è rivelato decisivo per impostare il trattamento e ridurre il rischio di conseguenze fatali.
Le condizioni del 16enne e i rischi dell’olio motore
L’olio motore è una sostanza altamente tossica. Non è progettato per l’ingestione e può provocare danni seri a fegato, reni e apparato gastrointestinale.
In un primo momento il ragazzo era stato dimesso con una prognosi di pochi giorni. Tuttavia, dopo ulteriori controlli, i medici hanno mantenuto una posizione prudente. Il quadro clinico resta sotto osservazione per possibili complicazioni a medio termine.
Ad oggi non è stata ancora sciolta la prognosi definitiva. Il rischio di danni permanenti agli organi interni non è escluso.
Indagini: identificato il responsabile
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Verbania, sotto il coordinamento della Procura per i minorenni di Torino.
Attraverso testimonianze e analisi delle chat telefoniche, gli investigatori hanno identificato l’autore del gesto: un altro minorenne, indicato in alcune ricostruzioni come 16enne, in altre come 17enne.
Il ragazzo ha ammesso di aver versato l’olio nel bicchiere, sostenendo che si trattasse di uno «scherzo».
Gli inquirenti stanno verificando se altri partecipanti fossero a conoscenza o coinvolti. L’ipotesi di reato è grave: si parla di avvelenamento e lesioni personali.
Il comandante dei carabinieri locali, Claudio Mola, ha definito l’episodio un gesto da «incoscienti», sottolineando che non può essere ridotto a semplice goliardia.






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