Chi ha prenotato una visita o un esame e non si è presentato, senza disdire, può ricevere oggi una richiesta di pagamento anche a distanza di anni. Solo per la Asl Napoli 1 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha già spedito circa 85mila avvisi, per un valore di 3,9 milioni di euro. In alcuni casi l’appuntamento saltato risale a quasi dieci anni fa.
Le richieste non arrivano solo in Campania. Toscana, Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna hanno avviato recuperi simili. Le ricostruzioni pubblicate finora non citano aziende sanitarie siciliane. La regola nazionale però vale ovunque, e da due anni riguarda anche chi è esente dal ticket.
Cosa succede se non disdici una visita prenotata
Il caso napoletano, ricostruito da Open sulla base del Mattino e di Mondosanità, parte dagli accertamenti della Corte dei conti sulla gestione dei crediti delle aziende sanitarie. La prima ricognizione ha riguardato le prenotazioni dal 2016 al 2024. I controlli successivi sono arrivati fino al 2026.
Nel recupero rientrano anche i ticket mai pagati per gli accessi in codice bianco al pronto soccorso. Alla Asl Napoli 1 restano in istruttoria altre 22mila pratiche per 900mila euro: il totale potrebbe salire a 4,8 milioni.
Altre aziende sanitarie si sono già mosse:
- Asl Toscana Centro: 53.902 richieste nel 2025 e 22.459 nella prima metà del 2026, per un totale di 76.361 avvisi (uno stesso cittadino può riceverne più di uno);
- Asl Roma 1: invio di raccomandate e un modulo per giustificare l’assenza;
- Novara: spedizioni affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione su indicazione della Regione;
- Reggio Emilia: migliaia di assistiti raggiunti, secondo la stampa locale;
- Asl Napoli 3 Sud: recupero per gli appuntamenti saltati e, con una causale diversa, per i referti mai ritirati.
Da quando pagano anche gli esenti
Qui il calendario conta. Fino al 2024 valeva l’articolo 3, comma 15, del decreto legislativo 124 del 1998: chi non si presentava e non avvisava doveva pagare la quota di partecipazione, ma solo se non esente.
Il decreto liste d’attesa (decreto-legge 73 del 2024, convertito dalla legge 107 del 2024) ha esteso l’obbligo. Come spiega il dossier dei Servizi studi di Camera e Senato, l’assistito “anche se esente” che non si presenta senza giustificata disdetta deve pagare la quota ordinaria prevista alla data dell’appuntamento. Fanno eccezione i casi di forza maggiore e di impossibilità sopravvenuta.
Il direttore generale della Asl Napoli 1, Gaetano Gubitosa, riassume così le due fasi: «Prima della riforma il recupero riguardava solo gli assistiti non esenti dal ticket in base all’articolo 3, comma 15, del decreto legislativo 124 del 1998. Con la legge 107 del 2024 chi non si presenta a un appuntamento senza avvertire, anche se esente, è tenuto a pagare il ticket ordinario. Restano salvi i casi di forza maggiore o di impossibilità sopravvenuta da dimostrare con documentazione».
Alcune regioni erano partite prima. La Toscana prevedeva il pagamento per mancata disdetta (il cosiddetto malum) già dal 2012. L’Emilia-Romagna applica dal 2016 una sanzione pari al ticket, anche per gli esenti. Per le visite più vecchie, quindi, vale la regola in vigore nel giorno dell’appuntamento.
Il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 conferma la linea: in caso di assenza non giustificata tutti gli utenti pagano la quota di partecipazione.
Quanto si paga per una visita saltata
Gli importi dipendono dalla prestazione. Secondo Mondosanità la cifra resta in genere sotto i 30 euro per ogni prenotazione non rispettata.
Un esempio dai casi seguiti dall’avvocato Angelo Pisani. A un’anziana del Vomero sono stati chiesti 26,06 euro per una visita prenotata nel 2017:
- 20,66 euro di ticket;
- 5,40 euro di spese di spedizione.
Le cifre sono piccole, ma la sorpresa pesa. Nel Sannio diversi cittadini dicono di non aver ricevuto alcun avviso prima della cartella. Mena, 78 anni, di Airola, ha ricevuto una richiesta da 25 euro: «Ho avuto paura per 25 euro, ma non sono stati i soldi a spaventarmi».
Dopo quanti anni va in prescrizione il ticket
È il punto più discusso, e le posizioni non coincidono. La Asl Napoli 1 considera decennale la prescrizione del ticket. L’Ausl di Bologna, per il procedimento sanzionatorio dell’Emilia-Romagna, indica invece cinque anni dalla violazione.
Giuseppe Alviti, segretario generale del sindacato Fnl Italia, sostiene che la legge non possa essere retroattiva. Secondo la sua lettura si tratterebbe di una sanzione amministrativa: contestazione entro novanta giorni e prescrizione in cinque anni. È una tesi sindacale, non una pronuncia di un giudice.
Come contestare l’avviso o la cartella
Chi riceve la lettera può chiedere all’azienda sanitaria il dettaglio della prenotazione e copia degli atti precedenti. Poi servono i documenti giusti:
- se la visita è stata fatta, il referto o un’attestazione della struttura;
- se era stata annullata o spostata, la conferma del CUP;
- se il ticket era già stato pagato, la ricevuta.
I termini per rispondere sono scritti nell’atto. Attenzione a un dettaglio: la richiesta di riesame all’azienda sanitaria, da sola, non sospende la riscossione. Se è già arrivata una cartella notificata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, in alcuni casi previsti dalla legge (pagamento già fatto, prescrizione maturata) si può chiedere la sospensione entro 60 giorni dalla notifica. L’avvocato Pisani consiglia anche l’istanza di annullamento in autotutela.
Come disdire in tempo una prenotazione
Per gli appuntamenti futuri la strada è una sola: disdire. Si può fare tramite CUP, farmacie abilitate o fascicolo sanitario elettronico. In Sicilia diversi servizi dell’ASP passano ormai dal web, come il cambio del medico di base online.
Il decreto del 2024 prevede che il CUP chieda la conferma o la cancellazione almeno due giorni lavorativi prima della prestazione. Le regole regionali possono però essere diverse: in Toscana, per esempio, il preavviso è di 48 ore.
Prima di pagare o contestare conviene verificare tre cose: la data dell’appuntamento, la regola regionale in vigore quel giorno e se si era esenti. Da queste dipende se la richiesta è dovuta.



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