Il Tribunale del riesame ha annullato l’arresto di G. R., 39 anni, originario di Valledolmo, accusato di aver violentato una donna di 30 anni all’interno di una struttura ricettiva del centro di Palermo.

Come riporta il Giornale di Sicilia, l’uomo, difeso dall’avvocato Salvatore Guggino, ha ottenuto la libertà dopo che una donna lo aveva indicato come il presunto aggressore che il 4 agosto scorso l’aveva segretata in una stanza di un b&b, picchiata e stuprata per diverse ore. La donna aveva anche consegnato ai carabinieri i referti medici e le foto dei lividi sul suo corpo, relative anche ad una precedente aggressione da parte dell’uomo, che risalirebbe a giugno.

L’uomo nel corso dell’interrogatorio sarebbe riuscito a dimostrare diverse incongruità nel racconto della donna, sostenendo di non aver mai abusato della ex dipendente. I giudici ora hanno deciso di annullare per carenza di gravi indizi colpevolezza l’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari.

Tra i due vi era una relazione clandestina. Il 4 agosto scorso si sarebbero recati in un B&B ma al rifiuto della avances da parte dell’uomo, questi l’avrebbe afferrata con violenza, picchiandola con pugni e mordendola, e poi abusando di lei. Quando lei avrebbe cercato di fuggire, l’uomo avrebbe chiuso la porta a chiave e l’avrebbe nuovamente aggredita e violentata. Dopo diverse ore, si sarebbero salutati e separati. Qualche giorno dopo la donna aveva deciso di denunciare G. R. e poi anche di licenziarlo.

L’uomo avrebbe sostenuto una tesi diversa. L’uomo, infatti, avrebbe avuto rapporti consenzienti con la donna e quando l’avrebbe posta di fronte alla scelta di lasciare il fidanzato per stare insieme a lui, la situazione sarebbe degenerata e sarebbero arrivati alle mani, lui stesso si sarebbe ferito a un piede. Lei sarebbe stata comunque libera di andare via quando voleva.