Iniziano le donazioni di sangue “in aferesi” a Termini Imerese (Pa) nei locali del centro fisso di raccolta di Advs-Fidas. Si tratta di una particolare tecnica di che avviene tramite un separatore cellulare, il sangue intero entra nella centrifuga e viene separato in plasma, leucociti ed eritrociti.

I componenti selezionati vengono poi rimossi, mentre il resto viene reimmesso nella circolazione del soggetto che si è sottoposto alla donazione sanguigna. Questo processo in aferesi (plasma e multicomponent) avviene grazie alle due macchine concesse in comodato d’uso dal Responsabile del SIMT dell’Ospedale Giglio di Cefalù, Teresa Barone.

Gabriella Amodeo è stata tra i primi ad effettuare la donazione in aferesi. Un grande risultato per l’Avds-Fidas che nel solo 2018 ha raccolto 1956 sacche di sangue, stabilendo il record di donazioni e che quest’anno potrebbe essere nuovamente superato, grazie anche alle donazioni in aferesi.

“Una giornata che entrerà di diritto nella storia dell’associazione – afferma il professore Pasquale Bova, presidente dell’ ADVS-FIDAS – una gioia immensa per noi avere raggiunto questo prestigioso traguardo, grazie alla collaborazione di tutto il personale dell’associazione e soprattutto alla disponibilità della dottoressa Teresa Barone, responsabile del SIMT di Cefalù. La donazione in aferesi si aggiunge a quella di sangue intero e questo grazie ai molti donatori che nel corso degli anni hanno dimostrato costanza e determinazione, avendo acquisito una cultura donazionale che vede un rapporto di amore tra il donatore ed il ricevente”.

Questo rappresenta un ulteriore fondamentale tassello verso l’autosufficienza del Sistema Trasfusionale Italiano secondo le indicazioni del Centro Nazionale Sangue. “L’obiettivo è quello di favorire in un prossimo futuro la donazione di plasma e degli emocomponenti – conclude il presidente Bova – il cui impiego non solo è indispensabile per i pazienti affetti da particolari patologie ma anche per la produzione di quei plasma derivati che rappresentano farmaci salvavita”.