E’ stata piantata ieri pomeriggio la talea dell’albero Falcone nei giardini delle Cantine Rapitalà, a Camporeale. Con una cerimonia eventi ampiamente annunciata dalle stesse cantine e che ha preceduto l’apertura ufficiale delle manifestazioni del 23 maggio, è stata messa in bosa la pianta simbolo della lotta a Cosa Nostra. Una cerimonia dall’alto valore simbolico anche perché si tiene a Camporeale
Un simbolo messo in posa dai carabinieri
Un simbolo che fa nascere altri simboli, nella convinzione che solo moltiplicandosi può rendere tangibile la memoria. Una giovane pianta che porta con sé il desiderio di futuro è stata messa in posa dai carabinieri del Reparto biodiversità di Reggio Calabria. La talea dell’ albero Falcone ovvero la pianta che sorge davanti alla casa del giudice divenuta una dei simboli dell’antimafia, trova ora spazio nel giardino di Tenuta Rapitalà, nel territorio di Camporeale.
Le cure dell’Istituto Agrario
Il giovane albero è stato, poi, ufficialmente affidato alle cure degli studenti dell’Istituto agrario d Marsala, nel corso di una manifestazione a cui hanno partecipato anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Marsala e i giovani del Servizio civile volontario di Legacoop Sicilia. Sul fronte istituzionale presenti i sindaci del territorio e le autorità civili e militari.
Nino Caleca e i simboli della legalità
“La talea è ospitata nel giardino di Tenuta Rapitalà, ma appartiene a tutti coloro che in Sicilia coltivano l’uva e producono vino sposando i valori della legalità e della libertà – dice il presidente di Rapitalà, Nino Caleca – Senza dimenticare che a pochi chilometri di distanza dalla Cantina veniva tenuto imprigionato e venne ucciso il piccolo Di Matteo. Oggi nello stesso territorio fiorisce la talea dell’albero Falcone”.
Il valore della memoria
In tanti hanno sottolineato il valore della memoria. Fra gli altri anche il segretario generale della Cgil Sicilia: “Quello di oggi è un evento dalla forte carica simbolica. Ci dice che la legalità può mettere radici e fare crescere lapianta dell’ economica sana, della buona occupazione, dello sviluppo. Su questa strada occorre proseguire se si vuole dare un futuro alla nostra regione” ha detto Alfio Mannino.
“Un’azienda conosciuta nel mondo ha inteso includere nell’iniziativa e lanciare un messaggio a tutti i produttori di vino e non solo. C’è una Sicilia sana che vuole emergere. Quello che se ne ricava- ha aggiunto- è un segnale forte, di buon auspicio sulla strada anche dell’ emersione nella legalità di beni e attività confiscate alla mafia”






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