Gli scantinati di piazza della Pace, a Palermo, sono stati svuotati dopo gli allagamenti degli ultimi giorni. Il personale dell’Amap è infatti intervenuto con operazioni multiple, per eliminare quanta più acqua possibile dalla strada e dalle parti inferiori dell’edificio di Borgovecchio.

Una risalita di acqua che non dipende dalle piogge, ma bensì dall’innalzamento di una falda presente nel sottosuolo. Liquidi che, mischiandosi con i residui fognari, crea un mix di disagi ed odori nauseabondi, che invadono tutta l’area antistante, nella quale, ricordiamo, vi sono anche due plessi scolastici. Situazione che aveva esacerbato gli animi dei residenti che, nella giornata di ieri, hanno bloccato l’incrocio con via Archimede. Blocco che, oggi, rimane parzialmente presente.

Scantinati svuotati, ma soluzione tampone

Questa, al momento, è soltanto una soluzione tampone. Ciò in attesa che dall’Amministrazione arrivino proposte concrete per eliminare definitivamente un’emergenza che, a detta dei residenti, perdura da cinque anni. La pompa idrovora che serve il palazzo sta continuando, infatti, a pompare liquidi dai garage e dai sottoscala del plesso. Ma, considerando lo stato dell’impianto fognario della zona, si capisce quanto poco tempo servirà per far si che la situazione emergenziale degli ultimi giorni possa riproporsi con la stessa magnitudo, se non peggio.

Una volta scesa la marea, i residenti hanno potuto riappropiarsi dei propri mezzi di trasporti e di alcuni effetti personali. Da una breve ispezione nei sotterranei del palazzo, si capisce immediatamente il livello dei danni causati dall’acqua. Pezzi di muro vengono via con semplici soffi di vento. La muffa e l’umidità risalgono da terra, tapezzando pareti e tetti.

Ma l’elemento peggiore si trova nel locale caldaie, dove da un tubo fuoriesce un enorme quantità d’acqua, che si riversa nei sottoscala e viene pompata fuori dal sistema della pompa idrovora. Un problema che necessita un’immediata attenzione da parte delle istituzioni, come chiesto a gran voce dai residenti negli ultimi giorni. Ciò con particolare riguardo all’arrivo del periodo delle piogge, visto con preoccupazione dai residenti di piazza della Pace.

Frasca Polara: “Serve tavolo tecnico”

Intervenuto ai nostri microfoni, il presidente dell’ottava circoscrizione Marco Frasca Polara, ha così commentato gli interventi effettuati per lenire il problema. “L’Amap è già intervenuta quattro volte e tornerà con l’autospurgo per rimuovere il grosso dei liquami che si sono riversati sul suolo pubblico. Ciò rendendo questa piazza pericolosa ed invivibile. Qui vi è il centro comunale di raccolta. E da stamattina si registra un via vai di mezzi. Il problema però non è risolto. Occorre intervenire in modo complessivo, chiedendo all’Amministrazione di assumersi la responsabilità di risolvere questa annosa tematica”.

L’esponente del territorio però sottolinea la necessità di trovare soluzioni di lungo periodo. A tal proposito invita le istituzioni a sedersi attorno ad un tavolo per parlare dei progetti futuri. “Serve un tavolo tecnico – prosegue Frasca Polara -. Bisogna convocare le parti in causa: RFI, Amap, la Protezione Civile, l’Edilizia Pubblica. Ciò per individuare soluzioni che consentano di riportare alla normalità la situazione. Essa, come sapete, è legato all’innalzamento del livello della falda idrica, causata dai lavori dell’anello ferroviario. Ciò comporta un danno alle fognature, così da causare il caos sotto gli occhi di tutti”.

Schembri (Fratelli d’Italia): “Non c’è volontà di risolvere il problema”

Decisamente più critico il consigliere di circoscrizione Francesco Schembri. “È da più di 5 anni che nell’asse stradale di via Archimede/Piazza della Pace si succedono, a cadenza settimanale, allagamenti che coinvolgono la strada e gli scantinati dal palazzo insistente su entrambe le vie. Visti gli innumerevoli interventi di spurgo che hanno tamponato negli anni la situazione, sono emerse due gravi criticità. Una a livello fognario ( tutti i pozzetti di ispezione della zona sono intasati e non permettono il deflusso delle acque nere); e un problema di falda sotto via Archimede che, tramite strumentazione adatta, viene pompata su strada. Ciò per non creare allagamenti negli scantinati degli stabili”.

L’esponente di Fratelli d’Italia, al fianco dei residenti in queste ore concitate, chiede con forza che le istituzioni si interessino alle sorti dei condomini di piazza della Pace. “Tutto questo viene da anni rappresentato ad Amap; all’assessore Prestigiacomo; ad RFI, e a tutti gli organi politici che, senza giri di parole, non hanno la volontà di risolvere il problema. Ciò lasciando l’ottava Circoscrizione in balia delle giustificate proteste dei cittadini, esasperati da questa improcrastinabile situazione. A nulla sono serviti gli inviti alle sedute di Consiglio (inviti in cui non si è mai presentato nessuno); nonché le innumerevoli mozioni e interrogazioni da personalmente presentate”.

Schembri si focalizza poi sul tema della sicurezza pubblica. A pochi metri dalla pozza d’acqua maleodorante, infatti, si trovano due scuole: il Giacomo Serpotta e la Federico II. “Tale situazione diventa ancora più grave visto la presenza di due plessi scolastici, costretti a sopportare liquami a cielo aperto, puzza, insetti di ogni genere, e ratti creando una situazione igienico sanitaria da terzo mondo. È questo il biglietto da visita che questa amministrazione nell’anno 2022 da ai turisti che dal porto vogliono transitare verso il centro città?”.

I residenti avevano bloccato la strada

Una situazione che ha scatenato la rabbia dei residenti, tanto che gli stessi hanno deciso di bloccare via Archimede per protesta. Uno sfogo durato per buona parte del pomeriggio di venerdì 1 ottobre. Nastro biancorosso, mobilio, addirittura un furgoncino usato come muro simbolico. Gli abitanti della zona hanno messo tutto quello che avevano a disposizione, per manifestare il proprio livore dovuto all’abbandono da parte delle istituzioni.

L’azione della natura ha fatto sentire i suoi effetti sulle colonne e sui muri del plesso. Un quadro che ha costretto i cittadini a dotarsi di una pompa idrovora per cercare di drenare quanta più acqua possibile. Ma, nell’ultimo periodo, nemmeno questo strumento è stato sufficiente a lenire il problema. Quello in oggetto non è un caso isolato in zona, visto che altri palazzi del circondario di via Francesco Crispi hanno avuto vicende simili negli ultimi anni. Al momento, la situazione è stata tamponata. Ma quel che è certo è che, questa volta, non basteranno soluzioni tappabuchi. Servono proposte organiche ad un problema che, giorno dopo giorno, diventa sempre più complesso.