Mentre il Presidente della Regione Renato Schifani sta andando ad incontrare il Ministro Piantedosi a Roma a Palermo scattano i primi controlli e si riunisce il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica.
Schifani “Plauso alle forze dell’ordine”
“Mi sto recando al Viminale per incontrare col sindaco di Palermo il ministro Piantedosi per fare il punto sulla sicurezza a Palermo” scrive sui social il Presidente della Regione che ci tiene a sottolineare l’operazione condotta questa mattina dalle forze dell’ordine allo Zen
“Un plauso va alle forze dell’ordine per la maxi operazione di oggi allo Zen, che ha visto impegnati circa 300 uomini tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza alla ricerca di armi. Un segnale concreto della presenza dello Stato e dell’impegno per restituire sicurezza e legalità ai quartieri più difficili di Palermo, abitati da tanti cittadini onesti che nulla hanno da temere da questa presenza”.
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza individua le zone rosse
Nel frattempo questa mattina il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto mariani ha individuato le tre “zone rosse” di Palermo.
Zona rossa numero uno – Olivella
La prima zona rossa corrisponde all’area dell’omicidio di Paolo Taormina e va dal teatro Massimo -Piazza Olivella Ricompresa all’intero del perimetro delimitato dalle seguenti arterie: via Cavour- Piazza verdi ( per intero) – Via dell’orologio- piazza olivella – Via bara all’Olivella- Via Roma- Via Salvatore Spinuzza- Via Maqueda
Zona rossa numero due – Vucciria
La seconda zona rossa è ricompresa all’intero del perimetro delimitato dalle seguenti arterie:
Via Vittorio Emanuele ( da via Roma verso Porta Felice) -Via dei Chiavettieri- via dei Cassari- via dei materassai- via Argenteria vecchia- vicolo sant’Eligio- via Giovanni Meli- Piazza San Domenico- Via Roma nel tratto fino a via Vittorio Emanuele.
Zona rossa numero tre – Maqueda Stazione
La terza e ultima zona rossa sarà ricompresa all’intero del perimetro delimitato dalle seguenti arterie: via Maqueda (altezza Piazza Pretoria) – piazza sant’Antonino- via Oreto- via
Fazello- Piazza Francesco Cupani- Piazza Giulio Cesare- Via Roma- Discesa dei Giudici-
Piazza Pretoria.
Arrivano i rinforzi alla polizia
Dalla prossima settimana saranno assegnati anticipatamente alla Questura di Palermo 24 agenti della Polizia di Stato, 3 ispettori e un funzionario, nell’ambito del complessivo rafforzamento degli organici annunciato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso della riunione del medesimo Comitato per l’ordine e la Sicurezza pubblica tenutasi lo scorso 6 agosto 2025. Un ulteriore, strutturale rafforzamento degli organici sarà disposto già dal prossimo mese di gennaio.
Parti sociali: “Non basta”
Il comitato per l’ordine della sicurezza pubblica, che si è svolto stamattina ha assunto provvedimenti che rispecchiano sono parte degli impegni presi ieri in Prefettura nell’incontro che si è svolto tra il prefetto Massimo Mariani, Cgil, Cisl, Uil, Acli, Cna, alcuni parenti delle vittime e un imprenditore. Erano presenti i segretari di Cgil, Cisl Uil, Mario Ridulfo, Franco Nuccio, Ignazio Baudo, Francesco Todaro, presidente Acli, Mimmo Provenzano, presidente Cna e il vice presidente della prima circoscrizione Antonio Nicolao.
“Abbiamo riportato al prefetto le emozioni e le richieste di quanti hanno partecipato al corteo di lunedì sera, esprimendo la paura, le preoccupazioni che attraversano la nostre città, a seguito dei fatti di sangue che hanno suscitato estrema impressione in tutta la popolazione e che confermano che la violenza non è solo frutto di percezione ma di una situazione fuori controllo che si è aggravata nel corso del tempo – dichiarano i segretari di Cgil, Cisl, Uil Mario Ridulfo, Federica Badami, Ignazio Baudo e il responsabile Acli Francesco Todaro – Abbiamo chiesto il rafforzamento delle forze di polizie, con gli organici oggi ben al di sotto delle necessità, a presidio dei luoghi sensibili della movida che tutti conoscono, da piazza Magione a Borgo Vecchio, da Piazza Sant’Anna a piazza Rivoluzione. Ma non solo. Il modello Vucciria, che ha messo assieme un gruppo interforze, funziona: la Vucciria oggi è più vivibile. Nessuno chiede la militarizzazione delle strade ma quello che tutti abbiamo chiesto è un esercito di poliziotti, assistenti sociali, psicologi, educatori, per arrivare alle cause dei fenomeni di criminalità e e micro criminalità legate anche a uso di droghe e al traffico di armi”.
Da questo punto di vista, il prefetto ha raccolto le preoccupazioni e le sollecitazioni fatte dai sindacati e dalle associazioni presenti e ha fornito alcuni numeri a conferma dell’incremento dei servizi ad Alto Impatto, relativi a sanzioni e sequestri, e del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio, recentemente estesi anche alla zona di via Maqueda. Piano di controllo dagli esisti positivi “che sarà esteso ad altre parti della città”.
La richiesta di un tavolo permanente
“Abbiamo chiesto un tavolo permanente, una task force, coordinata dalla prefettura, in cui siano presenti tutte le istituzioni, per andare alle radici del malessere soprattutto di molti quartieri di periferia, che tenga conto dei disagi e delle fragilità esistenti, coinvolgendo anche le scuole e altri attori che operano nel sociale – aggiungono Cgil, Cisl, Uil e Acli – Un tavolo in cui partecipino tutti i soggetti interessati, Asp, Comune e Regione e anche i servizi ispettivi come Inail, Spresal per contrastare i fenomeni di illegalità e il lavoro nero. Il prefetto ha condiviso quest’esigenza e l’avvio di iniziative specifiche di ascolto e di confronto, che mettano assieme organizzazioni datoriali e organizzazioni sindacali, a cominciare dal settore del commercio e della ristorazione, per prevenire e reprimere comportamenti illegali legati anche all’aumento esponenziali di locali nel centro città”.
“Abbiamo espresso anche l’esigenza – conclude la nota – di evitare la criminalizzazione di alcuni quartieri che hanno un alto tasso alto di criminalità. Vale per lo Zen e per Brancaccio e per tanti luoghi in cui le tante persone oneste che li abitano sono sopraffatte dalla violenza di pochi e dalla carenza delle varie istituzioni”.
La delusione dei parenti delle vittime
I parenti delle vittime presenti all’incontro hanno manifestato delusione per l’assenza di risposte in questi mesi in cui non si è riusciti a garantire la sicurezza nelle strade di Palermo. E si aspettano non solo un blitz il giorno dopo un omicidio ma la possibilità di essere protetti e di poter camminare per strada sicuri ogni giorno.






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