Diecimila manifesti per fermare la “truffa del finto carabiniere” e proteggere gli anziani nei piccoli comuni della provincia di Palermo. È la nuova massiccia campagna di prevenzione lanciata da Confartigianato Palermo e Anap (Associazione Nazionale Anziani e Pensionati) per contrastare un fenomeno criminale che continua a evolversi e a colpire le fasce più deboli della popolazione, spesso isolate e sole.

La decisione di intensificare i controlli e l’informazione sul territorio arriva dopo una serie di vertici pubblici che hanno coinvolto sindaci ed esponenti delle forze dell’ordine della provincia, l’ultimo dei quali si è tenuto a San Mauro Castelverde.

Il nuovo identikit dei truffatori: “Ora arrivano dal Catanese”

Il fenomeno sta cambiando pelle. A lanciare l’allarme è Camillo Alessi, presidente di Anap Confartigianato Palermo, che da due anni combatte in prima linea contro questi raggiri.

“Un tempo – spiega Alessi – la truffa del finto carabiniere era portata avanti da malviventi che arrivavano a Palermo da Napoli con il traghetto e ripartivano subito dopo il colpo. Oggi, invece, stiamo assistendo a un cambio di rotta: molte chiamate arrivano da persone che si spacciano per rappresentanti delle forze dell’ordine provenienti dal Catanese”.

Non cambiano solo le provenienze, ma anche i travestimenti. I malviventi si presentano ormai non solo come finti carabinieri, ma anche come falsi poliziotti, tecnici del gas o impiegati di banca.

Il “vademecum” salvavita nei negozi di paese

Per rispondere punto su punto all’offensiva dei truffatori, la campagna prevede la diffusione capillare di 10mila manifesti cartacei. Non saranno affissi solo negli uffici pubblici, ma entreranno direttamente nei luoghi della vita quotidiana dei pensionati. Saranno infatti distribuiti nelle attività commerciali di vicinato dei piccoli comuni del Palermitano: macellerie, panifici e fruttivendoli, diventando un presidio di legalità sotto gli occhi di tutti.

Il manifesto ideato da Alessi contiene cinque regole d’oro immediate per smascherare i malintenzionati:

Nessun regalo o denaro: Le forze dell’ordine o gli enti pubblici non chiedono mai denaro, bonifici o la consegna di gioielli al telefono o a domicilio.

Privacy totale: Non fornire mai informazioni personali o dati bancari.

Porte chiuse: Non aprire mai la porta agli sconosciuti.

Rete di sicurezza: In caso di dubbio, chiedere aiuto immediato a vicini di casa e parenti.

Pronto intervento: Segnalare subito ogni anomalia al numero d’emergenza 112.

L’appello: “Andate subito in caserma”

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: arginare il danno economico e arginare il pesante trauma psicologico che subiscono le vittime di questi raggiri.

“Suggerisco a chi vive nei piccoli comuni di recarsi immediatamente alla stazione dei carabinieri più vicina”, conclude il presidente dell’Anap. “Lì troveranno sempre qualcuno disposto ad ascoltarli, aiutarli e proteggerli. La regola numero uno deve rimanere una sola: non fidarsi e mai aprire la porta agli sconosciuti”.