“Abbiamo letto ancora una volta con stupore la presa di posizione del sindaco di Palermo il quale, anziché tutelare e sostenere gli imprenditori, preferisce aggredire in maniera strumentale l’associazione che li rappresenta e che con fatti concreti ha in questi anni perseguito un obiettivo preciso: convincere gli imprenditori a denunciare ogni forma di ricatto. Obiettivo, quest’ultimo, per cui Confindustria si è sempre schierata anche proprio contro tutti quei personaggi in giacca e cravatta che hanno l’abitudine di mistificare la realtà a proprio uso e consumo”.

Il presidente di Confindustria Palermo, Alessandro Albanese, commenta così le dichiarazioni rilasciate ieri da Leoluca Orlando nel corso di un convegno dell’Anci a Firenze.

“Ci chiediamo – aggiunge Albanese – quale sia il fine di quest’aggressione quotidiana nei confronti di una organizzazione che si è impegnata per ribaltare la visione dell’impresa rispetto al fenomeno mafioso. Orlando si rassegni, le sue chiacchiere non fermeranno l’azione di affrancamento delle imprese, che hanno necessità di produrre e competere senza il condizionamento mafioso, proprio a partire dalla città di Palermo”.

“Orlando tace di fronte alle gravissime denunce di magistrati palermitani che coinvolgono lui e la sua stagione politica – dice Albanese, insieme con Giuseppe Todaro, delegato per la legalità di Confindustria Palermo -. Parla invece per denigrare gli imprenditori che testimoniano contro gli estortori mafiosi o per denigrare chi aiuta e sostiene gli imprenditori vittime dei mafiosi e di inqualificabili fiancheggiatori, compresi i colletti bianchi”.

“Oggi stesso – conclude Albanese – daremo mandato ai nostri legali per tutelare l’immagine di Confindustria. Davanti ai giudici avremo tempo e modo di chiedere il perché delle allusioni di Orlando, che già vanta una condanna definitiva per ‘diffamazione aggravata’.

Non tarda la replica del sindaco di Palermo: “Certe reazioni scomposte da esponenti di Confindustria provocano soltanto noia e non fanno che umiliare l’industria e l’impresa, nonché l’Associazione degli industriali, che dovrebbero solo prendere atto del fatto che Confindustria Sicilia da anni predica l’antimafia mentre è divenuta essa stesso strumento e motivo di perversione istituzionale, tanto per il suo coinvolgimento nei governi della Regione quanto per i noti affari in materia di rifiuti, acqua e trasporti che vengono pagati dai cittadini e dalle Amministrazioni locali”.

“Per altro – conclude Orlando – la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario di oggi ha mostrato come certa attenzione e sensibilità siano ormai chiare e radicate, come diffusa e radicata é la consapevolezza della necessità di autonomia e indipendenza della Magistratura, che deve sempre essere all’altezza del suo compito istituzionale.
La straordinaria professionalità e tensione etica della magistratura palermitana impone l’isolamento e il contrasto di quanti – una veramente esigua minoranza – considerano la funzione giurisdizionale, da un lato come una realtà istituzionale da utilizzare e dall’altro come un mondo professionale dal quale entrare e uscire secondo convenienze politiche o ruoli ricoperti di volta in volta”.