Sono 28 i candidati “impresentabili” su 894 comuni al voto in tutta Italia. La Commissione nazionale antimafia presenta la sua “lista di proscrizione”, una abitudine ormai consolidata e fra questi ci sono 5 siciliani.
La lista dei candidati “impresentabili” in Sicilia comincia dal nome dell’ex assessore regionale Luigi Gentile, candidato alla carica di sindaco nel Comune di Agrigento del centrodestra sul quale confluisce anche Sud Chiama Nord.
La reazione
“Leggo con stupore una sorta di lista di proscrizione diffusa dalla presidente della commissione nazionale Antimafia, Chiara Colosimo. Fa specie che in un paese civile si continui con una brutta abitudine, direi quasi sovietica, di denigrazione personale che non considera le guarentigie costituzionali sulla presunzione d’innocenza. Trovo alquanto surreale che venga contestata un’interpretazione normativa sull’approvazione di bilanci societari risalente tra l’altro al 2007 e di cui sono certo che verrà pronunciata sentenza di assoluzione, peraltro legata alla mia attività libero professionale nell’ambito di un collegio sindacale. Pertanto non mi faccio mettere la lettera scarlatta da nessuno, aspettando sereno e fiducioso il buon esito del procedimento” risponde Luigi Gentile, candidato a Sindaco di Agrigento per Lega, Democrazia cristiana, Prima l’Italia e Sud chiama Nord-Noi moderati.
Un Paese, 4 impresentabili
Ma il fulcro degli impresentabili sarebbe la città di Randazzo nel catanese. Si tratta di Freddy Pillera, Cettina Foti e Gianluca Anzalone ma con loro anche un quarto nome quello di un candidato al Consiglio comunale sempre di Randazzo, Emilio Emanuele La Piana.
La lista degli impresentabili non cambia nulla sul fronte giuridico. Si tratta di un elenco redatto in base ad un codice di autoregolamentazione della Commissione che considera impresentabili candidati con gravami di varia natura che per legge non impediscono la candidatura ma che, secondo la Commissione, non dovrebbero essere votati dai cittadini.
Randazzo non ci sta dalla Sicilia fino all’Europa
La candidata sindaco Cettina Foti non ci sta: “Abbiamo appreso dell’elenco diffuso dalla presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo. È importante chiarire ai cittadini che la mia posizione presenta piena serenità sotto ogni profilo e che la Commissione Antimafia pubblica valutazioni legate all’applicazione di un codice di autoregolamentazione, distinto da pronunce giudiziarie e da valutazioni sull’idoneità delle persone a ricoprire incarichi pubblici. Non sono mai stata coinvolta in inchieste o procedimenti, né ho mai avuto alcun ruolo nei fatti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Randazzo” afferma Cettina Foti, candidata sindaco del Comune di Randazzo dopo la pubblicazione dell’elenco della Commissione parlamentare antimafia in merito alle violazioni del codice di autoregolamentazione dei partiti.
“I cittadini di Randazzo sapranno riconoscere la differenza tra un’etichetta o un titolo di giornale e il lavoro concreto svolto sul territorio. Continuerò a portare avanti la mia campagna elettorale con serenità, trasparenza e rispetto degli elettori, mantenendo l’attenzione sulle priorità della città e sul bene di Randazzo e sono certa che vinceremo». «Allo stesso tempo – aggiunge Foti – tutelerò con determinazione la mia immagine e la mia reputazione personale e politica. Qualunque utilizzo strumentale, deformato o lesivo di queste vicende, finalizzato ad attribuire contenuti diversi dalla realtà dei fatti o a diffondere ricostruzioni non corrispondenti al vero, sarà valutato nelle sedi opportune a tutela della mia persona”.
L’amarezza per la criminalizzazione di una intera comunità
“Infine, voglio esprimere tutta la mia amarezza per il clima che, ancora una volta, rischia di coinvolgere Randazzo nel suo complesso. La città ha già affrontato momenti difficili e ha pagato un prezzo importante in termini di immagine e fiducia. Per questo credo sia necessario evitare generalizzazioni e rappresentazioni parziali che finiscono per colpire un’intera comunità, fatta soprattutto di cittadini onesti che ogni giorno lavorano con impegno e dignità per il futuro del proprio territorio”, conclude Foti.
Con lei l’eurodeputato Marco Falcone: “Esprimo piena solidarietà a Cettina Foti, che ha chiarito con fermezza e trasparenza la propria posizione rispetto alle notizie giunte dalla Commissione Antimafia. Le valutazioni basate su codici di autoregolamentazione non possono essere sovrapposte né equiparate a sentenze o accertamenti giudiziari. È bene evitare ogni forma di strumentalizzazione che rischi di alterare il confronto democratico e di offuscare ingiustamente figure impegnate nella vita pubblica della propria città”.






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