Un’occasione per parlare e “respirare” l’arte al Tennis Club Palermo 2, sabato pomeriggio, alle 18, quando sarà inaugurata la personale di Simonetta Russotto, artista palermitana che attraverso una prosaica “bic” riesce a creare figure femminili vivaci, pronte a schizzare fuori dal foglio con il loro outfit vintage; creature che hanno valicato un’immaginaria e diafana linea dello spazio-tempo e s’impongono con la loro prorompente umanità.

Così guardano dal foglio, quasi a volere coabitare nel mondo esterno, la ballerina di “Can-Can”, Arabesque, pronta per la prima del suo spettacolo; Beldì, giovane ragazza dai capelli al vento, sorridente ed ornata da una ghirlanda di fiori; Rosa, affacciata ad un immaginifico davanzale, che ammira passeggiate di felini; Eva, con la sua mela ancora in mano, in atteggiamento di sfida ad una folta schiera di principesse anni duemila.

Il punto di partenza dei suoi ritratti sono sempre gli occhi, perché valvole attraverso cui scaturisce l’umanità di una persona. Dagli occhi, centro catalizzante, si propagano gli altri particolari, guidati dalla peculiare fantasia dell’artista.

“Il mio rapporto con il disegno– ha detto Russotto – è molto intimo e personalistico, al punto che tutto il mondo intorno a me sparisce quando m’immergo nella creazione: il tempo diluisce e comincia a scorrere in modo differente rispetto a quello computato dall’orologio. A volte, disegnare serve a calmarmi; altre volte, contribuisce ad aumentare il mio battito cardiaco e allora mi rendo conto che qualcosa non va e riprendo in un altro momento. Comunque sono molto critica e dei tanti disegni che creo ne salvo molto pochi. Considero le mie opere un po’ come il ritratto di Dorian Gray, uno strumento per restare giovani: una catarsi contro la noia, l’appiattimento, la trivialità quotidiana” .

“Si tratta – ha spiegato la critica d’arte Gaetana Vigilia – di una serie di disegni che riassumo la spiritualità di Simonetta, attraverso la semantica dell’amato Egon Schiele, anticipazione di un nuovo percorso di ricerca sul segno, pervaso da religiosa spirituale coscienza. La sua è una visione di segni e colori che non vuole potere essere letta da tutti “colore semantico”, ovvero di difficile interpretazione se non sulla base di un sentire in sintonia con l’artista”.