A ottantatré anni Aurora Quattrocchi, per tutti “Rori”, ha conquistato il David di Donatello come miglior attrice protagonista grazie alla sua intensa interpretazione nel film Gioia mia di Margherita Spampinato.

Una vittoria che profuma di Palermo

Grazie alla sua cultura teatrale e di quella generazione di artisti siciliani che hanno trasformato il palcoscenico in vita vera. Palermitana d’adozione, oggi residente a Partanna Mondello, Aurora Quattrocchi rappresenta una delle figure più autentiche del teatro e del cinema siciliano. La sua carriera nasce negli anni Settanta accanto a maestri come Franco Scaldati e soprattutto Luigi Maria Burruano, attore, regista e autore con cui condivise arte, amore e interminabili discussioni creative.

Chi li ha conosciuti racconta di una coppia vulcanica, passionale, capace di litigare furiosamente e pochi minuti dopo ritrovarsi insieme sul palco.

Burruano e Quattrocchi erano due personalità fortissime, due anime teatrali incapaci di vivere nella banalità. I loro scontri, spesso ironici e teatrali, sono diventati quasi leggendari nella Palermo culturale degli anni Ottanta e Novanta. Dietro quei litigi c’era però un legame artistico profondissimo, costruito tra prove, tournée e spettacoli diventati cult come Palermo oh cara.

Nel tempo Aurora Quattrocchi ha costruito una carriera straordinaria senza mai perdere il suo accento, la sua identità e il rapporto con Palermo. Dal cinema d’autore di Tornatore, Giordana e Crialese fino alle serie internazionali come The White Lotus, l’attrice ha sempre portato sullo schermo la forza e la malinconia della Sicilia.

La vittoria ai David è stata accolta con grande emozione anche dalla città.

Sul palco, commossa, Quattrocchi ha lanciato un messaggio d’amore per il cinema e per le sale cinematografiche, ricevendo una lunga ovazione.

Per Palermo questo premio non è soltanto un riconoscimento personale: è il tributo a una scuola teatrale irripetibile, fatta di artisti popolari e raffinati, di quartieri, dialetto e poesia.

E dentro questa storia c’è anche Luigi Maria Burruano, compagno di vita e di battaglie artistiche, con cui Aurora Quattrocchi ha condiviso una stagione irripetibile della cultura siciliana.

Oggi quel David sembra chiudere un cerchio: la ragazza partita dal teatro palermitano, cresciuta tra prove accese, applausi e litigate memorabili con Burruano, è diventata una delle più grandi interpreti italiane. E forse proprio Burruano, vedendola trionfare, avrebbe sorriso dicendo una delle sue battute taglienti: “Finalmente ti hanno capito”.