E’ stato firmato ieri sera il decreto del Presidente della Regione con il quale si conferisce il mandato di assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità siciliana ad Alberto Samonà. Una scelta che ha causato polemiche e scontri prima per la decisione di affidare la delega alla Lega e poi anche sulla scelta della persona. Polemiche che sono degenerate in offese persone e minacce come ha denunciato lo stesso Musumeci

Ma il mondo dei Beni Culturali non ci sta e vuole, piuttosto, parlare di proposte, di rilancio, di scelte da fare per un settore difficile e strategico oggi ancora più di ieri alla luce delle conseguenze dell’emergenza Covid19

E per ripartire nei cassetti dell’assessorato ci sono tanti progetti che sono stati redatti nei primi mesi del governo Musumeci, come ci conferma Bernardo Tortorici, Presidente dell’Associazione A,micid ei Musei siciliani e capo di gabinetto vicario del primo assessore di Musumeci proprio in questo settore ovvero Vittorio Sgarbi che ricorda quella esperienza “Sono stati sei mesi molti intensi all’interno dell’assessorato guidato da Vittorio Sgarbi, purtroppo interrotti dalla sua scelta di voler fare il deputato alla Camera, ma continuati comunque da Sebastiano Tusa in una condivisione di visioni e di progettualità. Quindi quello che mi auguro è che in realtà si vada ancora nella scia di quello che in quel momento è stato pensato per il bene dei beni culturali e per il bene della nostra Terra”.

Ma cosa pensa della scelta di Samonà chi nei Beni Culturali siciliani vive e opera ogni giorno ? 

“Alberto Samonà è un mio amico che conosco da tanto tempo, quindi non posso che augurargli un buon lavoro e che sia coraggioso e temerario nelle sue scelte. Perché lui si troverà in una situazione complessa, la complessità del fatto di avere un assessorato con poche risorse, la complessità di avere un assessorato con poco personale. Sono già le prime sfide che dovrà affrontare e dovrà farlo all’interno della sua Giunta e là avrà bisogno di tutta la forza necessaria per difendere questo settore fondamentale per la Regione Sicilia”.

Il vero tema, però, adesso e fare le cose. Ripartire, Come?

“Le prime cose da fare sono già all’interno del suo stesso assessorato. Sicuramente doterei i musei e le aree archeologiche di tutti gli strumenti necessari per essere al livello di quello che debbono essere i sistemi museali internazionali e quindi tutte le dotazioni, dalle climatizzazioni ai sistemi antifurto, e tutto quello che è necessario.
Rafforzerei il Centro del Restauro e il Centro del Catalogo che sono due gioiellini dell’assessorato che hanno bisogno di essere valorizzati, difenderei le Sovrintendenze, perché sono presidio importante per il nostro territorio. Probabilmente devono essere snellite alcune procedure, ma darei loro anche un sostegno economico per potere affrontare le somme urgenze che spesso si trovare ad affrontare senza alcuna possibilità di intervento proprio per mancanza di economie”.

Queste credo che siano che le prime tre cose che gli farei fare e poi abbiamo lasciato in eredità un bando sulle dimore storiche che ha visto la partecipazione di oltre 40 dimore storiche che però per dotazione finanziaria potrà accontentarne solo 10. Si tratta di progetti direttamente spendibili e cantierabili perché hanno tutte le autorizzazioni del caso, immediatamente esecutivi, quindi gli direi di mettere in moto il sistema forse anche con le risorse del Patto per il Sud affinché tutto questo patrimonio possa essere recuperato, in parte sui fondi della Regione siciliana e in parte con i fondi dei privati”.

Musumeci questa mattina ha affermato che per i turisti stranieri ci vorrà una patente dim immunutà. Lunedì, intanto, riaprono musei, parchi archeologici e così via. Ma per chi?

“Bisogna lavorare per i turisti di prossimità, il turismo nazionale, in qualche maniera, dai primi di giugno, inizierà ad arrivare, a luglio si spera anche in quello internazionale.

Però il mio pensiero non va soltanto ai parchi ed ai grandi musei regionali. Credo che l’assessorato debba anche occuparsi dei piccoli musei e delle piccole realtà e probabilmente fornire una misura affinché si possano dotare di tutti i sistemi di sicurezza necessari in questo momento e che sono un grave onere per realtà piccole che altrimenti non riuscirebbero a potercela fare, e a riaprire, per quello che è un patrimonio straordinario e che in questi anni è stato molto valorizzato”.