Mentre a Palermo si fanno i conti con le irregolarità di bilancio certificate oggi dalla Corte dei Conti e si cerca una difficile via d’uscita dalla situazione in cui la Regione si è cacciata da Roma arriva un’altra tegola. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha impugnato la Finanziaria bis, quel collegato alla Legge di stabilità che il Parlamento siciliano ha approvato ‘senza spesa’ proprio per effetto dell’incertezza dei conti in attesa del pronunciamento della Corte.

In pratica, anche qui come per Bellolampo, manca una relazione tecnica di accompagnamento che metta nero su bianco l’assenza di spesa. Ma a prescindere da questo dato che potrebbe essere considerato tecnico e superabile ci sono elementi di ‘invasione’ delle norme regionali nelle competenze dello Stato secondo il Consiglio dei Ministri.

In realtà non si tratta ancora di una vera impugnativa ma piuttosto di un ‘annuncio’ impugnativa. Roma è pronta a impugnare e prepara le carte ma offre anche la possibilità a Palermo di correggere prima di depositare la sua memoria alla Corte Costituzionale.

Le norme, per così dire, sanabili sono quella per l’Istituto di incremento ippico, la medicina penitenziaria,  l’istituzione dei percorsi letterari, l’istituzione dello sportello unico per la disabilità e la proroga della società partecipata della Regione Resais. Per tutte queste norme l’impugnativa potrebbe cadere se la Regione dimostrerà l’assenza di aggravio di spesa.

Ma la norma Resais porta con sè altro e la cosa preoccupante l’impugnativa sull’articolo che riguarda l’impiego degli Asu nelle Camere di commercio che ne dovrebbero garantire la stabilizzazione con fondi propri. Tutto l’impianto riguardante i precari viene messo a rischio dalle impugnative. Così come gli Istituti Autonomi case Popolari vedono a rischio le norme che li riguardano al pari della legge salva Istituto di incremento ippico.

Anche in questo caso tutto è affidato, comunque, ad una interlocuzione fra Palermo e Roma prima che la proposta di impugnativa diventi un ricorso in Corte Costituzionale anche perchè così come alcune norme regionali sono borderline, altrettanto borderline sono alcune delle motivazioni di proposta di impugnativa